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domenica 31 dicembre 2017

Mater...Mia... Bisogna pagare la bustina!



Gentili lettori. Nel mio girovagare tra le notizie che mi hanno colpito e fatto pensare, prende un posto d'interesse, certamente questa che è apparsa in rete, prodotta direttamente da Coop.Fi (la vecchia unicoop, per capirci).
In pratica, dal 1 Gennaio del 2018, imporrà la tassa sulle bustine di mater B, per gli 

ortofrutta. E' una normativa nazionale, che viene giustificata finalizzata per il rispetto dell'ambiente, ma è un altra chiara ''gabella'' per le nostre tasse, da cosa si presume?

Facciamo un passo indietro, dopo l'inserimento delle buste al mais, o di mater B, il loro
consumo si è intensificato, anche sostituendosi a quelle in pvc. Ottima cosa per la nostra natura. Poi sono state create quelle più robuste che costano molto e sono riutilizzabili...
Che splendida idea.. Poi la crisi economica... Molte famiglie risparmiano dopo possano, anche su le buste, e molti prelevavano buste in mater b dall'ortofrutta per altri usi, consentiti. Si è prodotta di più questo genere di contenitore, a scapito di altri, questo in linea generalizzata in tutta la grande distribuzione e non solo in Coop. 

Come questo è confutabile?..Anche se dati, è automatico e spontaneo utilizzare le buste  di produzione biologica, non costano niente e ci posso mettere dentro qualche piccolo 
prodotto da acquistare dopo il trasporto.  in linea generale la massa di mater B andava nell'immondizia indifferenziata e dispersa nell'ambiente. A qualcuno a fatto fare dei calcoli e così, perché  no?..Andiamo a fare una legge ad hoc...

Chiaramente un centesimo alla Coop non è niente, singolarmente, 0,03€ al Lidl non è che, visto i prezzi, ma se tutto fosse perfetto e se non fosse un cerchio ''Leonardiano'' questa legge?..A noi consumatori solo il fatto di abituarci , questa piccola novità sarà abitudine fra qualche anno, ed i centesimi si mischieranno naturalmente con il conto..

Personalmente sono un po' sorpreso, non deluso, o irritato, solo sopreso e preoccupato, poichè il potere d'acquisto del consumatore cala, i prezzi aumentano, i consumi sono cambiati, penso che smetterò nel tempo di usare i canali della Grande Distribuzione e tornerò ai miei fedeli negozi di zona, preferisco.. Se devo comprare anche il biglietto per fare la spesa, alla fine sarà così , non vi pare un po' eccessivo?..

Ma leggiamo con attenzione quanto racconta Coop.fi clicca qui di seguito leggi inoltre se vuoi informarti su cosa sia un sacchetto in Mater B, puoi farlo andando su una bella pagina creata ad hoc da Coopfirenze, cliccando qui leggi di seguito inserisco come ulteriore spiegazione questo link interessante clicca




domenica 12 aprile 2015

Coop Banca o Retailer by GDO

Premessa:
Molto spesso ci troviamo ad entrare in supermercato della Coop, ad acquistare presso la Coop, ad essere soci consumatori presso la Coop. Molto spesso per tutti, la Coop è la Coop, non è così..La Coop è un Universo complesso e variegato di persone che si uniscono per uno scopo, che spesso purtroppo non si raggiunge. Che è quello cooperativo. Ho trovato e comprato questo libro, un Ebook interessante per capire cosa sia una Coop quando s'inforca il carrello e si acquista..
Consiglio l'acquisto

COOP: BANCA O RETAILER? ANALISI FINANZIARIA DELLE NOVE “SORELLE”

Nell'e-book si analizza storia delle nove maggiori cooperative del gruppo Coop Italia, Coop Adriatica, Unicoop Firenze, Novacoop, Coop Lombardia, Unicoop Tirreno, Coop Liguria, Coop Nord Est, Coop Estense e Coop Centro Italia, la loro attuale prospettiva ed analizza, mettendoli a confronto, i Bilanci di 5 anni (2009-2013). Il libro racconta tutto ciò che c’è da sapere delle cooperative i termini finanziari e risulta molto utile a tutti gli operatori del mercato per comprendere quali dinamiche che stanno coinvolgendo questi protagonisti della Distribuzione.
A cura di Andrea Meneghini di GDONews e Giuseppe Di Napoli di Obiettivo Valore srl
Indice della pubblicazione (67 pagine):
Capitolo I: Coop e le nove sorelle
Capitolo II: Coop Italia
Capitolo III: il socio prestatore e la “mutazione genetica delle Coop”
Capitolo IV: Le Coop Operaie Trieste e la CoopCa: il rischio del prestito sociale
Capitolo V: Analisi finanziaria delle nove sorelle Coop
Capitolo VI: la crescita
Capitolo VII: La redditività
Capitolo VIII: il fabbisogno di Capitale
Capitolo IX: la sostenibilità del Debito
Capitolo X: il rendimento sui Capitali Investiti
Capitolo XI: Grafici di sintesi
Codice ISBN: 979-12-200-0146-5

Prezzo: € 49,90 + IVA 4%

COD: 2006. Categoria: .

sabato 13 febbraio 2010

Non siamo solo portatori del borsellino!

Si dice ci sia una crisi economica nel mondo!...
In verità chi sta da sempre male è sempre al palo,
mentre chi mangiava prima troppo, vorrebbe solo
mangiare di più, adesso...

Questo è il vero senso della crisi attuale. Si nota
benissimo che è impostata "ad hoc" da un sistema
economico mondiale, che vede i suoi profitti calare
e che si vede attaccato ai fianchi da una crescita
sconsiderata di una concorrenza anche sleale ed
improvvisa, da parti di figure oscure od inedite.

Quello che si nota come consumatori è che la
"qualità" è molto calata generalmente in tutto quello
che è commercializzato. Si tende di più a "macinare"
non guardando più alla qualità. Obbiettivo finale è
sempre il profitto?..Possibile?..

Anche nel mondo cooperativo noto che il senso del
profitto è entrato prepotentemente, anche se fin ad
ora questo era l'anima del commercio, in taluni
personaggi del mercato ecoomico, non era evidenziato
e reso pubblico, ma sommessamente coperto dai
valori personali finalizzati alla collettività, al risultato
del bene comune.

Come si fa a perdere il senso di Cooperativa?..Se io
fermassi i clienti di un punto vendita Coop non saprebbero
nessuno che cosa significhi essere "socio"!...
Ancor di più se lo chiedessi a chi lavora in una cooperativa
non saprebbe rispondermi cosa voglia significare essere
socio di cooperativa.

Noto un atomizzazione delle città, della società, delle idee.
L'uomo sembra perdersi dietro a sirene che non lo porteranno
a nulla, se non all'indebolimento sociale, psicologico e fisico.
Il perdersi di coesione, di valori non può portare che verso
alla sconfitta.

In soldoni, perchè non voglio fare nessuna predica, essere
parte attiva o passiva in una cooperativa è secondo me
raggiungere un obbiettivo finale insieme, collaborando
"insieme" per raggiungere l'obbiettivo sperato.

Io voglio trovare solo i prezzi bassi alla coop, o stare bene
con la salute mangiando i prodotti a marchio Coop?..Voglio
essere etico, solidale, paritetico con il mondo dei consumi
e me ne sbatto e non ho rispetto neanche per me?...
Chi ha peccato scagli la prima pietra...Diceva qualcuno..

Ma questo è solo l'apparenza, il vile aspetto dottrinale del
termine, ormai diventato desueto per il nuovo Millennio con
una crisi economica, dove il senso di qualità del prodotto finito
cala inequivocabilmente in un appiattimento dell'offerta e di scarsa
innovazione psico-tecnica nell'offerta. Mi annoia...
Mi annoia trovare in un negozio 10 prodotti tutti uguali ma
con un marchio diverso, mi appassiona trovare 10 prodotti
diversi sicuri per la mia famiglia e la mia salute..

Tutti tendono a far per così dire "cassa", tendono a portare soldi
al proprio borsello, magari sottraendolo anche a chi di quei pochi
soldi vive. Perchè, ahimè!..E' il sistema che impone questo
uroboro sociale..

Qui si può riprendere il discorso dei ricarichi sui beni finiti,
sulla concorrenza, sull'offerta, sulla qualità ed altro...Ma quello
che che certo non si può riprendere è la nostra coscenza, il
rispetto. Per fortuna non è solo la cooperazione, ma è tutto il
mondo, se vogliamo essere un po' egoisti nel pensiero...

Dove è il senso della cooperazione, è diventata solo un'arma
di propaganda?..Non è mai esistita?..Non associamo il termine
solo ad un aspetto ristretto politico e di fazione, che qui non
c'entra. Cooperazione è stringersi tutti attorno ad un sogno,
che per molti, che non ci credono, non potrà mai che essere
una "realtà mai sogno"..

La cooperazione deve ritornare come etica di fondo nella filiera
del consumo,nei momenti peggiori si deve acuire, come si dice:
"bisogna serrare i ranghi!!"...Quello che sento alla cassa quando
vado a fare la spesa è un grande "individualismo" che rende solo
deboli davanti all'avversità della vita.

Ho visto negli anni che i nomi di alcuni supermercati sono rimasti
invariati, altri hanno mutato spesso il loro marchio. Sintomo della
fluttuazione del mercato, e della debolezza aziendale, direbbero
alcuni...Sbagliato...Una cosa più sbagliata a mio avviso non si
poteva dire.. "Manca l'amore per il proprio settore, il rispetto
per il proprio posto di lavoro, il ringraziamento da parte dei datori
di lavoro ed il rispetto delle loro proprietà"..

Essere una cooperativa, attenzione non vuol dire essere di sinistra
o bianchi, o neri; o solo questo....
Ma vuol significare un pieno rispetto per tutti gli elementi di una filiera,
e per i portatori di portafoglio.

Come consumatore finale mi piacerebbe essere rispettato di più, e mi
piacerebbe vedere che gli altri consumatori finali rispettassero magari
ciò che usano, partecipando di più cosa stanno facendo..

"Perchè non siamo solo i portatori del "borsellino". Siamo essere umani,
Siamo proprio come voi...