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lunedì 20 maggio 2013

Coop acido acetilsalicilico e acido ascorbico Coop

Ho trovato questo prodotto all'Ipercoop di Modena,  me ne stavo soggiornando in quella cittadina, per
incontrare una mia carissima amica e passarci una settimana assieme, quando preso dal raffreddore me
ne sono andato a fare la spesa alla farmacia del centro commerciale, solo che prima sono passato a
prendere della frutta, e passando sul corner di Coop Salute.
Trovato davanti al banco della parafarmacia, il cosidetto "COOP SALUTE", dove  per poco più di
2€, al pari di un generico in aspirina, mi sono acquistato questa confezione da 20 compresse, da
sciogliere in acqua, effervescenti.
Si nota che" l'acido acetilsalicilico e l'acido ascorbico Coop" ha come concentrazione, le stesse misure
del generico Angelini, reperibile tranquillamente in Farmacia. Al prezzo concorrente di 2.50€, questa
costa simile ed ha 10mg di acetilsalicilico in piu' della concorrente privata. Va beh!..ci metto i punti
alla tessera.....


domenica 17 marzo 2013

Coop stick-confort deo.


Coop Stick Confort efficace a lungo
Etichetta informativa ampia, inci presente. qualità
generale: decisamente commerciale.
Formato 40ml
Qualità di odore/Fragranza: molto piacevole, unisex
Durata dall'apertura 12mesi.
Costo molto contenuto.
Stick a rotella, consistenza equilibrata, odore e
efficacia decisamente discreti.
Prodotto da Co.ind (Noale VE)


venerdì 31 agosto 2012

Coop Viviverde Crema Viso Rivitalizzante Protettiva



Parlare di Cosmetici non è proprio il caso?..Purtroppo anche questa gamma di prodotti in qualche
modo va "snocciolata" a chi mi segue, a chi mi sbircia, anche coloro che spiano debbono comuque
sapere qualcosa in più sul prodotto acquistato e testato.

Stavolta dico due parole sulla crema Rivitalizzante Protettiva  per il viso per pelli mature Viviverde.

Abbiamo compreso anche dalle foto dell'impegno di Coop sia etico che ecologico, offrire dei prodotti
naturali, senza una chimica estremizzata,  sicuramente il risultato è un prodotto di qualità media,
dal prezzo onesto, dai risultati efficaci

E' bello poter provare dei prodotti senza oli minerali, parabeni, siliconi, coloranti, Peg e polimeri
sintetici,  Se ci pensiamo l'idea di Coop di produrre questa linea non alzando tanto i prezzi è davvero
ottima.

Questa crema offre una protezione del viso, un azione anti ossidante, ed aiuta le pelli che subisco
l'azione degli agenti atmosferici e l'aggressività del tempo.

La confezione come vedete è identica nello stile, si confonde un po' con l'altra, ma i risultati e la
fragranza sono diversi, devo dire che odiando gli odori di creme ed affini non tanto gradevoli, questa
linea  Viviverde risulta gradevole all'odore. Noto efficacia media del prodotto dopo alcune settimane
su i soggetti femminili che l'adoperano.


L'INCI di questo prodotto è visibile nella foto seguente:



Nota il prodotto in questione assieme al tonico per il viso dello stesso marchio provoca del rossore
mattutino su pelle chiara, un po' troppo aggressivo per la pelle delicata?



               

domenica 19 agosto 2012

Inquinamento acque minerali... verità nascoste?

Da Fonte Originale riporto integralmente un articolo interessante, da leggere tutto d'un fiato:

http://www.free-italy.info//2011/09/nelle-acque-minerali-tracce-di.html


Nelle acque minerali tracce di alluminio,arsenico e perfino uranio:quello che le etichette non dicono e le leggi permettono.

Roma - Berillio, manganese, alluminio, boro, arsenico e perfino uranio.
Le acque minerali che consumiamo ogni giorno contengono ben più degli elementi chimici che sono riportati nelle etichette.
Alcuni di questi elementi off-label non sono dei veri e propri toccasana per la salute.
Una ricerca ha analizzato il profilo chimico delle acque minerali più diffuse in Italia.
Confronta i risultati con la Tabella limiti concentrazioni acque minerali
Nonostante le numerose sorgenti di acque naturali sparse sul territorio che alimentano gli acquedotti, gli italiani sono infatti i maggiori consumatori di acque minerali del mondo. Ne compriamo 12miliardi di litri ogni anno, circa 200 litri ciascuno, e un italiano su 2 dichiara di bere solo acqua imbottigliata.
Fra il 2008 e il 2010, un gruppo di ricercatori italiani (Benedetto de Vivo, Annamaria Lima, Stefano Albanese, Lucia Giaccio dell’Università Federico II di Napoli, Domenico Cicchella dell’Università degli Studi del Sannio di Benevento, Enrico Dinelli dell’Università di Bologna, Paolo Valera dell’Università di Cagliari) ha partecipato a un progetto dell’Unione Europea mirante a conoscere lo stato delle acque sotterranee di tutta Europa per, fra le altre cose, poter legiferare opportunamente in modo da uniformare tutti i limiti a livello europeo.
I ricercatori, che hanno lavorato in collaborazione con scienziati dell’EuroGeoSurveys Geochemistry Export Group hanno raccolto 186 campioni provenienti da altrettantebottiglie di 158 marche di acque minerali italiane fra le più diffuse, e ne hannoanalizzato il contenuto in termini di sostanze chimiche ritenute nocive.
Le ricerche del gruppo italiano sono confluite nel grande Atlante Europeo delle Acque Minerali (Geochemistry of European Bottled Water) presentato appunto dell’EuroGeoSurveys, che ha tracciato i profili chimici delle acque minerali di 38 diversi paesi europei.
Per quanto riguarda le sostanze chimiche riscontrate e ritenute dannose, si tratta di elementi che, naturalmente, sono nocivi alle dosi “sbagliate”. Dosi che sono stabilite dalle leggi, ma non sempre.
«Questo è uno dei primi problemi in cui si imbatte: i limiti di legge» spiega Paolo Valera. «In Italia non sono stati stabiliti limiti massimi alla concentrazione di alcune sostanze più che sospette come berillio, fosforo, molibdeno, tallio, uranio.
Una delle spiegazioni potrebbe essere che gli effetti tossici, a determinate concentrazioni, di queste sostanze sull’uomo sono ancora oggetto di studio. Ma è incomprensibile, ad esempio, perché non sia stata fissata una regola per l’uranio, che sappiamo chiaramente essere un elemento dannoso».
Le perplessità a proposito del DM 29/12/2003 sulle acque minerali nascono anche quando si vanno a confrontare i “tetti massimi” di concentrazione chimica che questo prescrive con quelli fissati dal decreto legislativo 31/2001 (sulle acque destinate al consumo umano).
Alcune sostanze hanno infatti limiti ben diversi, nei due casi. Il boro, ad esempio, è tollerato fino a 5000 microgrammi/litro nelle acque imbottigliate, mentre può essere presente solo fino a 1000 microgrammi/litro (5 volte di meno!) nell’acqua del rubinetto.
Lo stesso dicasi, per il manganese, ammesso fino alla concentrazione di 500 microgrammi/litro nelle acque minerali e tollerato invece solo fino a 50 microgrammi/litro nell’acqua del rubinetto. Come se il nostro corpo diventasse improvvisamente immune ai loro effetti nocivi semplicemente bevendo da una bottiglia.
«Non ha nessun senso logico che questi limiti siano diversi – continua Valera – non ce n’è motivo. Esistono dei limiti, quello è comprensibile, che sono a volte diversi fra Italia, Europa, Stati Uniti e valori guida dell’OMS. Per l’Italia, i diversi limiti imposti per acqua del rubinetto e acque minerali  andrebbero uniformati. Ma finora c’è stato un “difetto” nella scrittura di questi strumenti legislativi che ha portato a qualche problema. In ogni caso, io farei riferimento al limite dell’acqua del rubinetto».
Facciamo allora un po’ di nomi e cognomi.
L’esposizione all’alluminio, come dimostrano diversi studi epidemiologici è un fattore di rischio per la comparsa e la progressione del morbo di Alzheimer. E sia l’OMS che la legge italiana per le acque potabili fissa in 200 microgrammi/litro la concentrazione massima. Peccato però che questo limite non sia presente per la legislazione che regolamenta le acque minerali. E quindi l’Acqua di Nepi (237) e l’acqua Sandalia(267) sono nei limiti di legge, ma non in quelli di salute.
L’arsenico è un noto elemento cancerogeno (è associato a diversi tipi di cancro, come cancro alla pelle, polmoni, vescica, rene e altre malattie della pelle) e tutte le acque minerali campionate sono risultate al di sotto del tetto massimo di 10 microgrammi/litro.
Tuttavia, secondo gli scienziati, andrebbero monitorate quelle acque che hanno un valore superiore a 5, e cioè Acqua di NepiFrisiaFunte FriaVaiaLevissima,OrvietoSant’Anna di Vinadio e Candida.
Il caso del berillio è molto singolare. E’ classificato dall’EPA, l’agenzia per la protezione ambientale americana, come elemento cancerogeno di classe A – ossia provoca il cancro nell’uomo – ed è uno degli elementi più tossici della tavola periodica. La legislazione ambientale italiana se n’è accorta e se una falda acquifera presenta più di 4 microgrammi/litro (dato fissato proprio dall’EPA) si rende subito necessario un intervento di bonifica (anche se non è destinata al consumo umano). Ebbene, nelle tabelle che riportano i limiti per le acque minerali, non è prescritto nessun valore massimo. L’Acqua di Nepi fa registrare una concentrazione di 4,69 microgrammi/litro.
Anche sul boro vengono fuori cose abbastanza sorprendenti. In termini di legge, il valore guida dell’OMS fissa una concentrazione massima di 500 microgrammi/litro. Ma in Italia siamo dei supereroi: per le acque del rubinetto, la tolleranza è fissata a 1000 microgrammi/litro, e per le acque minerali arriviamo addirittura a 5000 microgrammi/litro. Nonostante il fatto che il boro sia un elemento potenzialmente pericoloso che alcuni test condotti su animali hanno dimostrato attaccare soprattutto l’apparato riproduttivo maschile. Le acque minerali nostrane sono tutti nei (larghi) limiti di legge, ma l’acqua Toka arriva oltre (1170) il limite fissato per l’acqua del rubinetto. Se invece ci riferiamo al valore massimo secondo l’OMS, allora i bocciati sono di più: l’acqua Ferrarelle arriva a una concentrazione di boro di 551 microgrammi/litro, la Fonte Chiara tocca i 536, la San Martino si attesta su 847, laSandalia su 849, Uliveto su 548, Claudia su 738.
Il fluoro, in alte concentrazioni, può provocare fluorosi dentale e fluorosi scheletrica. Anche qui l’anomalìa legislativa tutta Italia fissa un tetto massimo di 1,5 milligrammi/litro nell’acqua di rubinetto ma di ben 5 milligrammi/litro nelle acque minerali. Rispetto a questo limite, solo la Sandalia è in difetto (7,93). Se invece guardiamo al valore 1,5 (che è anche quello fissato dalle linee guida dell’OMS) sono diverse le marche che lo superano: Acqua di Nepi (1,64), Acqua Claudia (1,52),Egeria (1,71), Santa Lucia (2,33).
Per quanto riguarda il manganese, che è un elemento essenziale per la sopravvivenza umana ma che in alte concentrazioni ha effetti tossici sulle vie respiratorie, sul cervello e sull’apparato riproduttivo maschile, il limite fissato per le acque di rubinetto è 50 microgrammi/litro, mentre per le acque minerali è dieci volte tanto (500). Ma c’è da dire, stavolta, che qui il valore guida dell’OMS è 400 microgrammi/litro. In Italia, comunque, si rientra abbondantemente nel limite dei 50, e solo l’acqua Santa Lucia tocca il valore di 124,5 microgrammi/litro.
Il sodio è uno dei macronutrienti più importanti dal punto di vista biologico. Una sua carenza provoca problemi di salute, ma anche un suo eccesso può causare i ben noti danni all’organismo, ad esempio ai vasi sanguigni. Tutte le acque minerali analizzate rientrano nei limiti di legge, anche perché questi limiti non sono stati fissati. Se invece guardiamo ai valori guida dell’OMS, che coincidono con i limiti di legge stabiliti (quelli sì) per le acque di rubinetto, 200 milligrammi/litro, sono molte le acque anche li superano. Dalla più alta concentrazione alla più bassa: San Martino (774), Sandalia(527), Toka (428) , Santa Lucia (293) e infine Sveva (222)
L’uranio, certamente tossico, nella legislazione italiana non ha limiti massimi di riferimento, né per le acque minerali né per le acque del rubinetto. Rifacendosi al valore guida di 15 microgrammi/litro dell’OMS, l’acqua Rocce Sarde raggiunge una concentrazione di 31 microgrammi/litro, dovuta all’ubicazione della sorgente in rocce granitoidi. Le altre marche sono ben al di sotto del valore di 15, anche se val la pena segnalare i valori di 11,85 dell’acqua Santa Lucia (acquistata in Sardegna) e di 10,95 dell’acqua Courmayeur comprata in Val d’Aosta.
L’azione tossica del vanadio è confinata al tratto respiratorio: sono frequenti bronchiti e broncopolmoniti fra i lavoratori esposti a composti del vanadio. In Italia è fissato un tetto massimo di concentrazione solo nelle acque del rubinetto, ed è di 50 microgrammi/litro, mentre per le acque minerali non è prevista alcuna limitazione. Se ci riferiamo a quella soglia, tutte le acque minerali sono al di sotto di quel valore, ma l’acqua Leggera della Basilicata tocca i 48.9 microgrammi/litro.
«Si tratta naturalmente di campioni prelevati dai supermercati, e in qualche caso in cui si superano i limiti ci sarebbe bisogno di approfondimenti, di ulteriori ricerche. Ma, purtroppo, ora come ora le varie politiche della ricerca messe in campo non ci permettono di procedere in questo senso. Non abbiamo sufficienti risorse e i blocchi delle assunzioni peggiorano di molto le cose. Anche le nostre strumentazioni in qualche caso sono obsolete.
I campioni li abbiamo fatti analizzare a Berlino, dal Servizio Geologico Tedesco, perché siamo riusciti ad arrivare a una intesa che ci ha accordato un finanziamento europeo che copriva le spese. L’EuroGeoSurveys ha trovato dunque le risorse che ci hanno permesso di inviare i nostri campioni e non pagare le analisi (che costerebbero ognuna intorno ai 200 euro). Ma, per esempio, le bottiglie le abbiamo comprate con soldi nostri e abbiamo fatto le spedizioni in Germania di tasca nostra. Se avessimo deciso di percorrere l’iter universitario, aspetta e spera…» ha concluso Valera.


Che dire....Quanto letto ci fa forse ben sperare, ma anche tanto riflettere su cosa stiamo bevendo.
Coaa è attorno a noi...Mediatiamo

Per una conferma a quanto detto vi lascio una scheda...





domenica 22 aprile 2012

Macrolibrarsi non solo un semplice sito di vendita

                                                             Macrolibrarsi.it un circuito per lettori senza limiti


......Strano banner è questo, non trovate?..Sembra un po' fuori luogo in
questo blog, ma ne siete davvero sicuri?...


Macrolibrarsi è un bellissimo sito di vendita online, dove possiamo trovare
dei prodotti davvero unici e particolari. Io sono diventato cliente e ne sono
contento, quasi quasi, mi sono detto perchè non postarlo anche sul mio 
piccolo ed indispensabile blog?...


Mi piacerebbe poter vedere alcune esclusive Macrolibrarsi nella libreria 
del mio ipercoop di zona, qualche libro MacroEdizioni sarebbe indispensabile
per l'etico acquirente, socio e consumatore Coop..Non pensate???

giovedì 18 febbraio 2010

Corn Flakes...Partiamo alla grande al mattino!


Coop Corn Flakes


In questo periodo questo prodotto a marchio Coop è spesso in promozione.
Lo consiglio perchè è davvero buono, sopratutto per il rapporto valore/prezzo,
risulta ottimo e conveniente.

Viene venduto in confezione di cartone in classico stile Coop, in formato da 500g.
ad un prezzo molto basso, grazie anche ai suoi 30% di sconto.
Le informazioni sono ampiamente posizionate sui lati stretti della confezione, su
di un lato è presente l'icone descrittiva dei corn flakes, ed i suggerimenti per l'uso
e la loro relativa conservazione.
Di seguito è presente l'elenco dei valori nutrizionali in frazione legale di 100g.

Valore Energetico_______________________ kj1591 - Kcal 375

Proteine______________________________ 8,0g.

Carboidrati____________________________ 83.2g.

Grassi_______________________________ 1.1g.

Fibre alimentari________________________ 3,3g.

Sodio_______________________________ 0,8g.

Gli ingredienti, seguono a ruota, in una confezione da 500g. è contenuto:

Mais al 91%, zucchero e sale, malto d'orzo. Emulsionanti: mono e digliceridi
degli acidi grassi.

Un ulteriore tabella dei consigli dei nutrizionisti offre un quadro ipotetico sul modo
di preparli e consumarli.

Chi li produce?...Questo prodotto è preparato da H&J Bruggen KG. Una ditta famosa
per altri prodotti simili di buona qualità.

Una volta inseriti nel latte si ammorbidiscono molto, fino a diventare una bella pappetta,
si può aggiungere del miele, sono sempre gradevoli io non posso che consigliarli..
Davvero buoni...

Da fonte originale: http://www.ciao.it/Coop_Corn_Flakes__Opinione_448790

domenica 23 agosto 2009

Coop Protezione Totale

Protezione Totale

La Coop ha prodotto una sua linea di igene personale molto ampia ed efficace. Saponi, detergenti, shampoos, balsami, fazzoletti e dentifrici.
Nel settore dell'igene orale, ha creato questo dentifricio, denominato a "Protezione Totale", E' un dentifricio multi-gusto, lo possiamo trovare al gusto liquorizia, agrumi e classico (menta), dal formato standard di 100ml. In confezione sobria e dai colori un sgargianti.
Il dentifricio combatte efficacemente la placca ed aiuta a prevenire le caria e tartaro e i classici disturbi gengivali. La sua formulazione è stata messa a punto per rispondere ai veri problemi dentari, che affliggono i nostri poveri denti, se non curati. Ma quali sono questi problemi, che affliggono i nostri denti, vediamo una carrellata in particolare, prima fra tutte è
la placca, come molti sanno è un patina invisibile formata da batteri, che si deposita sui denti e sul bordo gengivale; se trascurata puo' causare problemi alle gengive, calcificare diventando tartaro e facilitare l'insorgenza delle carie. Poi sono i resti di cibo che fermentano sui denti, il fumo che decolora lo smalto, l'inquinamento esterno ed atmosferico; il ph della nostra saliva, a volte troppo acido e danneggia lo smalto esterno del dente.
Il dentifricio protezione totale combina l'azione del fluoro, presente nel prodotto nello 0,7% (quantita' molto inferiore alla media), di solito 0,11%; e del Triclosan e di pirofosfati. Questi contrastano la formazione della placca ed aiuta a prevenire le carie e la loro formazione, nonchè del tartaro e dei disturbi gengivali.
Secondo me i consigli che posso dare per un migliore utilizzo di qualsiasi prodotto dentifricio, sia pasta che gel, potrebbero essere i seguenti:
-Ammorbidire la placca con il colluttorio.
-Rimuovere i residui tra dente e dente per mezzo del filo interdentale.
- Spazzolare con un buon dentifricio almeno per 5 minuti i denti, dall'alto verso il basso e viceversa.
Ma vediamo da cosa è composto questo dentifricio a buon mercato, reperibile solo nella catena Coop Italia; allora abbiamo:
Monofluorofosfato di sodio 0,7%
Fluoruro di sodio 0,1%
Pirofosfato neutro di potassio 4,5%
Pirofosfato neutro di sodio 1,5%
Triclosan 0,3%

Il dentifricio della catena igene della Coop è prodotta da una casa farmaceutica importante, che si specializza da molti anni nella produzione di paste dentifrici per molte case e marchi, la Zeta Farmaceutici di Vicenza.
Il prodotto è anche biologicamente degradibile ed è venduto senza astuccio di cartone, abbattendo di molto l'impatto inquinante, come rifiuto appena terminato.
Insomma è un prodotto secondo me onesto, che si impegna a dovere nel suo lavoro.
Per il resto sta a noi volerci bene e mantenersi i propri preziosi denti non vi pare?..Aspettando le famose pasticche anti-carie.
Buona spazzolata....

Fonte originale: http://www.ciao.it/Coop_Protezione_Totale__Opinione_414677