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venerdì 22 gennaio 2016
Coop - Vaschette in alluminio
Confezionate in tre pezzi, sono vendute a diversi prezzi a seconda delle misure.
Le vaschette Coop sono indicate per cuocere in forno, conservare, riscaldare e congelare.
Realizzate in alluminio ad elevato spessore. Proteggono i cibi contenuti favorendone la conservazione delle caratteristiche chimiche ed organolettiche
Prodotto per Coop da Cu.Co Spa - Volpiano (To)
domenica 22 luglio 2012
Coop pellicola
Prodotta per Coop da: Materie Plastiche Cotti s.r.l.
S.Giovanni in Persiceto (BO)
Un prodotto conforme alle norme minesteriali d'igiene, riguardante il decreto D.M. 23/03/73
e successivi suoi aggiornamenti.
Una pellicola di 50metri per i consumatori del marchio Coop!..Si è proprio vero a marchio ho
trovato anche la pellicola che risulta mediamente resistente e molto protettiva per gli alimenti posti in frigorifero. Non contiene Pvc e poi è pura polietilene vergine che mi porta a pensare ad un prodotto con poche contaminazioni ed alta qualità.
parte informatica e didascalica offre al consumatore la storia del prodotto, le informazioni d'uso, e
le avvertenze, che sono doverose da seguire per un uso corretto e totale del prodotto stesso.
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domenica 13 novembre 2011
Ricordiamoci anche della Private Label di Coop



Parliamo di Private Label, conosciuta anche come Primo Prezzo
..Da qualche anno, se notiamo bene tra gli scaffali alla Coop, notiamo che sono presenti
dei prodotti con una confezione particolarmente visibili, gialla e bianca!..Se notiamo
meglio, sulla loro grafica è posto la figura di un Euro ed un'entrata a salvadanaio, un
segno chiaro, che questo prodotto è commercializzato ad un prezzo ridotto.
Non ci sono marchi evidenti, non c'è neanche il marchio Coop, ma anche questa linea
chiamata "private label", o primo prezzo è spesso un ottimo affare per rapporto/qualità
e prezzo.
Quest'etichetta è stata voluta fortemente da una cooperativa sul territorio nazionale,
nata per salvaguardare i consumatori più poveri, dall'aggressione dei prezzi, costa di
molti prodotti, anche se non ci sono tutti, piano piano, a seconda del gradimento
dell'utente, ci sarà una buona espansione. Fatto sicuro, anche dovuto alla crescente
crisi economica funzionale del momento.
L'etichetta gialla, il mazzettino di fiori primaverili (segno di rinascita), il salvadanaio
(risparmio), e l'euro (simbolo del valore del soldo) sono semplici e diretti, come detto.
Fanno capire molto bene cosa il nostro consumatore si deve aspettare.
Le uniche informazioni sul prodotto presenti sono il peso o formato, il codice a barre,
le informazioni sul produttore, gl'ingredientistica e la scadenza. La descrizione del
prodotto stesso è generico... Del tipo: Saponetta profumata, invece di Sapone neutro
alla Calendula. o similari per intenderci..
Sono prodotti che non superano l'euro di spesa, personalmente mi è capitato di prendere
prodotti di questa risma, e mi sono trovato sempre bene, anzi spesso piacevolmente
sorpreso, perchè credevo che fossero davvero pessimi...Invece la grande sorpresa!!!
Alcuni sono pessimi come la birra (abituato a marche rinomate e gusti particolari), altri
sono perfetti come (lo stracchino), i fogli di alluminio per la cucina, il sapone in tavoletta,
o la semplice "paccata" di tovaglioli per pranzo. Anche il caffè espresso non è davvero
male per il prezzo che costa..I formati sono tutti standard a quelli di brand più importanti.
Mediamente se una persona acquista un carrello totalmente giallo, riesce a risparmiare
anche il 30 /35% su di un carrello con le stesse cose con prodotti a marchio Coop di vario
genere. Una vera botta al risparmio..Non vi pare?
Ogni catena di distribuzione ora ha la sua Private Label, un esempio il primo prezzo di
Esselunga è Fidel

sabato 13 febbraio 2010
Non creiamo ulteriore immondizia nelle nostre città!

Nella città in cui vivo, Firenze. C'è ancora qualcosa
che non va!...
Non va per il degrado generale in cui verte la metropoli,
per il disgustoso modo di fare chiamato, volgarmente
"farsi i ca...i propri!"...
Esempio clamoroso, che da diversi mesi sto segnalando
è la cosidetta "semina del trasportino", quel metodo
molto ipocrita ed egoista di usare un bene comune come
il carrello della spesa, che costa anche oltre i 200€ al
supermercato di zona e che tale costo si riversa sui prezzi
dei prodotti finali.
Noto con sommo dispiacere che la mia città è ricca
di carrelli alla deriva, senza un nesso logico, se ne
stanno appoggiati al muro sul marciapiede, impedendo
il passaggio ai viandanti, magari con handicap. E questi
sono i carrelli più fortunati.
Quelli meno fortunati sono depositati tra i cassonetti del-
la spazzatura, con un destino ultimo di essere rottamati,
o persino persi. Ci sono anche delle aziende della pulizia
cittadina, che le conserva e le rivende all'asta addirittura
agli stessi proprietari del marchio.
Non ultimo è il cannibalismo dei carrelli della spesa, dove
solo il cestino di alluminio rimane tra l'immondizia, e le
preziose ruote sono sempre smontate, magari per fare
un carretto da gioco od altro.
I carrelli sono anche sinonimo di arredamento, e vengono
sottratti con l'inganno ed usati in rimesse o garage.
Ne ho visto alcuni spuntare da alcuni sottopiani del centro
storico.
Non ultimo è lo scempio che vedo i carrelli posti
all'immondizia con tutta lo sporco dentro, magari anche
vestiti ed altra sporcizia. Poi questi vengono ripresi e
riportati al supermercato e mai e poi mai saranno
sanificati, perchè attività costosa e saranno rimessi
solo solo impilati tra gli altri..
Ricordo che noi mettiamo il nostro cibo appena comprato,
non mi sembra che sia una bella cosa...
Un altro aspetto curioso è che questi carrelli diventano
un prodotto proprio e si possono ritrovare alcuni anche
legati ai segnali stradali con un lucchetto anti-furto di alta qualità.
La cauzione di un carrello è di 1€, a volte di 2€, ma per
Coop è sempre la prima opzione.
Quest'euro poi viene sfilato manomettendo la scatolina
di sicurezza del carrello stesso, la parte nera presente
in foto, al posto della moneta, che viene sfilata si trova
di tutto, dalle linguette di legno e cartone, a pezzi di ferro.
In questo caso il carrello rimarrà in balia della deriva
urbana, ed la cauzione andrà persa.
Con l'avvento della tecnologia anche la distribuzione
italiana potrebbe migliorare. Per esempio un inserimento
di un chip dentro l'anima del carrello per essere ritrovato
e la relativa scheda vita posta in un registro dei carrelli..
Altra opzione è un pagamento anticipato di una cauzione:
l'utente che acquista al punto vendita avrà un 20€
di "cauzione carrello", solo simbolica chiaramente, questo
tornerà a riportare il carrello al punto vendita e riceverà
soldi od un buono acquisto di pari valore, questa cosa
è anche possibile farla tramite le varie carte di fidelizzazione
presenti in tutte le catene nazionali della
distribuzione.
Come quella di Unicoop e Coop in genere..
Il carrello grande alleato dei consumatori, sempre più
abusato e bistrattato. penso però che alla fine sia
solo business anche questo, come molte cose...
Peccato che il mondo vada verso il punto di non ritorno.
Da me pronosticato in tempi passati e non sospetti.
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