lunedì 18 maggio 2015
Rubano i carrelli. Rubano i soldi dalla Coop ed i nostri soldi! Non è giusto!
sabato 15 febbraio 2014
Coop Gelato al Caffè
dalla capitolata G7 di Bentivoglio (BO). Vaschetta da 80g di gelato, con chiusura ermetica di sicurezza e
palettina incorporata nel tappo, asportabile.
Il Gelato in questione è al caffè, chiaramente creato con elementi industriali, riesce però ad essere molto
gradevole al consumatore, sopratutto se mangiato in fase di ammorbidimento.
Latte e caffè e zucchero, vaniglia sono gli ingredienti principali, il costo è inferiore all'euro. L'aspetto si
presenta molto bene, un volta aperto sono presenti sia il gelato, che dei chicchi di cioccolata al caffè che
ne rendono elegante la presentazione e la consumazione.
E' una valida alternativa per chi è magari a dieta, vuole offrirsi uno spuntino o qualcosa di più.. Segnalo
che, forse per ragioni di spazio, l'etichetta è un po' pigra d'informazioni, ma non per questo mi ha evitato
l'acquisto. Ho voluto provare e ne sono rimasto colpito positivamente.. Anche se, chiaramente è un gelato
industriale e niente ha a che fare con quello magari fatto a casa. Ma è tutt'altra storia non trovate?..
venerdì 22 novembre 2013
Coop Caffè solubile decaffeinato
ampiamente abbiamo già accennato su questo blog. Questa versione si identifica dall'altra dal tipico tappo
rosso. L'etichetta è più azzurra, e le informazioni ricalcano per intero la qualità ed il rigore del marchio della
cooperativa. Prodotto anche questa veriante nello stabilimento toscano della Crastan di Gello (Pi)
venerdì 10 agosto 2012
Coop Fiorfiore Aceto balsamico di Modena I.G.P.
bontà dei noi piatti ha un'acidità del 6%.
Viene prodotto da: Acetaia Bellei - di Bellei Luigi e figli s.r.l. nello stabilimento di Ravarino (Mo)
via Nuova 55/c
Licenza Ministeriale API21/MO
martedì 21 febbraio 2012
Coop Adriatica diventa ecologica?...

Miei cari lettori, la crisi economica, quella funzionale, sta abbattendosi su di noi, e sapete
L’eco-supermercato non spreca nulla. Il 22 settembre apre a Conselice, in provincia di Ravenna, un grande punto vendita ecologico della Coop Adriatica, pensato e realizzato con l’idea di rappresentare un nuovo modello di sostenibilità nel settore della grande distribuzione. L’innovazione più importante riguarda i consumi energetici, ridotti del 40 per cento rispetto ad altri supermercati che pure sono stati costruiti applicando le norme più recenti in materia ambientale. Come? L’intera struttura è alimentata da energie rinnovabili, con un impatto in termini di C02 pari a zero, e attraverso una rete di camini solari la luce naturale viene indirizzata all’interno del supermercato. Si riduce così l’illuminazione artificiale, l’abbaglio di luci elettriche, accese tutto il giorno, che di solito colpisce i consumatori quando entrano in questo tipo di negozi. Il sistema di riscaldamento e di condizionamento, attraverso una pompa di calore geotermico, modula le zone climatiche nelle diverse aree del negozio. Il cassiere che lavora alcune ore nella stessa postazione, infatti, ha esigenze diverse rispetto al cliente che entra ed esce nel giro di minuti: a parte il risparmio, in questo modo, si eviterà il tormento delle casalinghe che quando vanno a fare la spesa in un supermercato sono costrette a essere investite da temperature glaciali (d’estate) e torride (d’inverno). Il calore di scarto dei frigoriferi è recuperato e utilizzato per scaldare l’acqua sanitaria, mentre una sofisticata tecnologia consente di recuperare le acque piovane: servono a rifornire i servizi igienici ed a innaffiare le aree verdi esterne. La lotta agli sprechi nel nuovo eco-supermercato di Coop Adriatica coinvolge, ovviamente, anche i consumatori. Una serie di prodotti, a partire dai detersivi, sono messi in vendita senza confezioni, sfusi, e se proprio il cliente non può rinunciare ai contenitori di vario materiale, può spacchettare i prodotti all’uscita, liberarsi dagli imballaggi consegnandoli in un apposito banco, evitando così di appesantire la catena dei rifiuti che parte dalle nostre case (ricordiamolo: gli imballaggi valgono quasi la metà della spazzatura). Quanto all’acqua, si può risparmiare evitando l’acquisto di quella minerale (siamo i terzi consumatori al mondo di questi prodotti, con relative confezioni di plastica) e rifornendosi di acqua della rete locale, anche frizzante, erogata da un distributore della multi utility Hera. Una pista ciclabile e pedonale, infine, collega l’eco-supermercato con il centro del paese, e chi dovesse scegliere un mezzo di trasporto elettrico potrà ricaricarlo dalle colonnine di Coop Adriatica che forniscono energia. Risultato: i clienti del maxi negozio potranno rinunciare all’uso dell’auto, un altro risparmio in termini di benzina, parcheggio e impatto ambientale. E un altro tassello di questo microcosmo di un mondo più sostenibile.
venerdì 16 dicembre 2011
Il Dirigibile parla di Coop...incredibile cosa leggo?
...Ma torniamo a parlare del mondo cooperativo, circolando sul web, una | Spiati in azienda |
di MR Lavorare con turni di 12 ore, dalle 7 della mattina fino alle 7 della sera, per una paga di 1200 € al mese, in condizioni critiche. E' quanto accade alla maggior parte delle lavoratrici e dei lavoratori di alcuni discount, in Italia, costretti a condizioni di lavoro inaccettabili. Ma non sono soltanto i marchi meno conosciuti a non applicare le regole sindacali del contratto nazionale dei lavoratori. A farlo, infatti, sono anche catene della grande distribuzione come la Coop e la Esselunga, al cui interno regna sovrana una completa deregolamentazione. E' quanto emerge da una nostra intervista con Saverio Pipitone, co-autore, insieme a Monica di Bari del libro-inchiesta Schiavi del supermercato, nonché autore del testo Shock Shopping, che analizza l'evoluzione delle diverse forme strutturali della grande distribuzione. Secondo Pipitone in Italia starebbe emergendo un modello di lavoro legato soprattutto alla mancanza delle garanzie contrattuali e dei diritti faticosamente conquistati da duri anni di lotta delle organizzazioni sindacali. Il modello Marchionne, che prevede l'azzeramento di alcuni diritti elementari, come ad esempio quello delle brevi pause durante l'orario di lavoro, ricalcherebbe in maniera quasi perfetta le condizioni di lavoro all'interno di alcune catene di supermercati e ipermercati, dalle quali prenderebbe le mosse. All'interno dei centri commerciali infatti, tra il 2005 e il 2006, si sarebbero adottate particolari discipline nei confronti dei dipendenti. E molti sono gli episodi, quasi di violenza fisica e psicologica, di cui si sono resi protagonisti i responsabili dei punti vendita. Innanzitutto ai danni di una cassiera, a cui sarebbe stato impedito di andare al bagno anche se affetta ad una malattia ai reni, e in secondo luogo nei confronti di altri dipendenti, per la maggior parte extracomunitari, verso i quali si sarebbero manifestate delle vere e proprie forme di ricatto. Ma non finisce qui. Controlli sempre più rigidi della produzione infatti, hanno indotto la direzione aziendale a montare, presso alcuni stabilimenti della Coop Lombardia, un impianto di videosorveglianza, per controllare sia i movimenti che i discorsi dei dipendenti. In questo modo la direzione sarebbe venuta a conoscenza di informazioni che riguardavano la vita privata dei lavoratori. Il lavoro degli uomini e delle donne sarebbe inoltre sostituito in maniera crescente da quello delle macchine, con l'adozione di casse elettroniche e di altri meccanismi di automazione. Ed a nulla sono valsi gli scioperi di alcuni dipendenti se non a suscitare lo stupore e la meraviglia della maggior parte degli acquirenti e dei passanti che si trovavano sul posto in quell’istante. Sembra dunque avverarsi ciò che Ritzer, all'interno del suo libro “Il mondo alla McDonald’s”, ha analizzato. Le esigenze di una sempre maggiore razionalizzazione, avrebbe indotto il modello produttivo attuale a strutturarsi in base all'efficienza, alla calcolabilità, alla prevedibilità ed al maggiore controllo, grazie alla sostituzione della tecnologia umana con quella strumentale. Un modello così formato si estenderebbe, oltre che alle attività strettamente produttive, anche ad altri aspetti della vita sociale, andando ad intaccare fortemente le autonomie personali, e intervenendo pesantemente all'interno della vita privata di ogni cittadino. Forse nel futuro si comincerà a parlare di esselunghizzazione o di coopizzazione del mondo, o almeno dell’Italia. 28 novembre 2011 Link originale (extra blog: http://www.ildirigibile.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=712%3Aspiati-in-azienda&catid=3%3Atracce&Itemid=4) |
domenica 21 febbraio 2010
Se ci fosse solidarietà interna?..Sarebbe razzismo?

Dal "volontoriato" esterno a quello interno, la via può essere breve, ed utilissima per sbloccare un canale agonizzante come è il canale italiano al momento...Di che sto parlando?...
...Mi chiedevo dove andasse tutta la merce alimentare invenduta posta nei punti vendita e speravo che non andasse sprecata..
Quella del "BUON FINE da spreco a risorsa" è stata secondo me una buonissima idea, una lodevole iniziativa sotto vari aspetti :dal punto di vista sia etico, tecnico-commerciale, creativo.
Dare a chi meno ed è meno fortunato, qualcosa è importante...
Ora mi chiedo, ma per smaltire le giacenze nei punti vendita e nei magazzini, la merce non potrebbe essere venduta a prezzi inferiori, più convenienti, proprio ai dipendenti che vi lavorano?..
Questo sarebbe un bel modo per sostenere l'economia non solo esterna, ma anche del punto vendita che l'attua?..
Parlo da socio, sia ben chiaro. Non sarebbe carino che periodicamente, nei punti vendita proprio i dipendenti di cooperativa del circuito Coop Italia, possano acquistare nei punti vendita ad un prezzo più conveniente?.. Per lo stesso negozio e per il dipendente. E' una buona formula per sostenere, giustamente a mio avviso il tenore d'acquisto dei portafogli delle famiglie dei dipendenti, rendendoli meno stressati e più appagati dalla loro occupazione..Inoltre è un modo per far capire a chi lavora in una Coop, che anche se dipendente può partecipare eticamente al senso di appartenenza e mettere in pratica il senso cooperativo, che molto manca in questo mondo arido e personalista. I dipendenti che lavorano in punto vendita potrebbero fare la spesa nel loro punto vendita, risparmiando in inquinanti, tempo e costi, perchè
avvantaggiati. Vivrebbero di più il punto vendita, sarebbero più responsabili e più professionali perchè prima di tutto sarebbero loro i veri consumatori, farebbe anche formazione professionale la cosa, ci avreste mai pensato?...
Si, perchè il dipendente da consumatore, può valutare le due versioni in prima persona.....
Poi, la catena di movimentazione merci del negozio potrebbe essere anche migliore...
Parlo da semplice socio. Non sono molto inserito in queste cose, forse sbaglio anche..Sicuramente ho un punto di vista diverso forse di altre persone.
Secondo me si valorizzerebbbe la busta paga dei dipendenti, che penso non sarà mai tanto competitiva, visto il livello generale del nostro paese in cui verte; con questa iniziativa si movimenterebbe tanta merceleogia ferma, che andrebbe persa e risulterebbe un costo più alto per lo stesso negozio..
Personalmente sono del parere che meglio perdere 20 che perdere 50.
O che si possa acquistare 30 invece che 0 (zero)..
Non so se mi avete capito...Se avessi ragione?...
Non so se attualmente i dipendenti hanno delle tariffe agevolate, ma se già vi fosse in atto sarebbe una buona iniziativa, anche questa lodevole, perchè si noterebbe un interesse ed una valorizzazione delle risorse umane impiegate..
Se invece non lo fosse, speriamo che con il tempo si possa avere anche questo..Noi soci consumatori saremo grati, perchè vedremo sempre prodotti freschi e di qualità sugli scaffali e nei banchi frigo dei nostri punti vendita....
Visto che i negozi sono dei contenitori rigidi e gli spazi sono quelli che sono, spesso e volentieri.
giovedì 15 ottobre 2009
Una tirata d'orecchie.....Perchè nessuno è perfetto!
....Qualche anno fa mi ritrovai in un punto vendita Coop ad acquistareun videogioco per la mia Playstation 1; erano i tempi in cui andava
forte giochi come Tekken, e Air Combat; veri e propri cult per i gamers
dell'epoca..
Mi avvicinai alla vetrina di vendita, mi ricordo bene, erano
chiusi con la chiave, sembravano in una cassaforte.....
Li stavo osservando, per capire quale scegliere, passa un signore con barba
bianca e camicia a righe rosse e chiesi di poterne acquistare uno....
Mi guardo come avessi detto qualcosa di sbagliato, sembravo uno che
voleva fargli perdere tempo, spero che non mi abbia paragonato ad un
malfattore, se no saremmo giunti al delirio, il fatto sta che mi apri la
vetrinetta e me la richiuse, poco dopo, alla prima domanda tecnica che
feci mi mando "spiritualmente" a quel paese e mi giudicò un "non cliente".
Un comportamento inspiegabile, da una persona che penso sia stato, visto
il piccolo negozio, un capetto, una persona quindi di esperienza e migliore
dei propri subalterni.. Era la seconda metà degli anni '90, era il vecchio negozio
di Via Nazionale, chiamato Coop Moda, perchè aveva i vestiti e non food.
Il tipo dal mondo pubblico Coop è scomparso non so il suo futuro e non me
ne interessa...
Vi ho raccontato questa storia solo perchè è per me emblematica, di una
scarsa professionalità in alcuni punti vendita dei personaggi che li abitano.
Maleducazione, insopitalità, poca propensione al pubblico, mancanza di
cura verso il cliente ed il prodotto, ignoranza tecnica..
Questo era un operatore di Coop. Ma nei punti vendita fino al 2002, era impossibile
trovare delle spiegazioni nei punti vendita di catene non specializzate, questo è risaputo..
E' vero che per esempio Media World, Expert, meno Euronics sono molto
cordiali con i clienti,anzi a volte gli addetti di reparto sono dei propri e veri
stweards degli acqurenti... Mi sorprendo che anche nei discount quel poco
che sono informati i dipendenti siano cordialissimi. Caso particolare è la
Sidis dove nelle "superette", nei piccoli punti vendita locali, sono proprio
di famiglia...
Con l'apertura degli Ipercoop,qualcosa è cambiato, ma non più di tanto...
Gli addetti parlano di più con i clienti, se gli viene fatta una domanda rispondano,
per esempio nella zona libri, in quella multimediale, qualcosa di positivo
è stato fatto, una buona infarinatura al personale è stata data, ed a domande
dirette e tecniche qualcosa abbiamo in risposta...
Anche se la via verso noi consumatori sembra un po' lunga, sicuramente
dispendiosa.
Mi accorgo sempre più che i consumatori, i soci per la grande distribuzione in
generale sono sempre più "portatori di portafogli" e non esseri umani, mi sono
accorto di questo, me ne dispiace perchè si snaturano i rapporti in generale con
i clienti.
Non dico che ci debbano fare gli schiavetti, ma un minimo di cordialità a priori e
di base dovrebbe essere insegnata..
Un cenno interessante che mi sento di fare è anche il problema della fiducia che
viene riposta in Coop per i prodotti durevoli, spesso e volentieri sono costretto a
girare molti ipercoop, altri concorrenti per acquistare a buon prezzo, prodotti di
qualità e marchio anche tecnologici, spesso e volentieri sono un po' dubbioso
nella resa effettiva del prodotto,questo è il messaggio che è passato tra tante
persone che conosco...
Alcuni amici mi hanno detto che " io non vado alla Coop a comprare un televisore,
perchè spesso lo devo riportare guasto!"..Questo non mi sembra vero, per mia
esperienza, ho avuto esperienze negative, ma almeno l'assistenza post-vendita
del punto vendita è stata tempestiva, disponibile ed all'altezza.
Da socio in questo momento di crisi mi sento un po' preoccupato..perchè già i
prezzi generalizzati della distribuzione sono alti, se trovo anche posti inospitali
"sono a posto!"...
Sono convinto che tutto quello di cui vi ho parlato, oltre ad essere sicuramente
una considerazione personale, una mia esperienza; sia anche di monito a migliorare,
tutti, sia nella professionalità e nella disponibilità da una parte, che nella civiltà
delle considerazioni dall'altra..Perchè, forse sono un nostalgico, ma mi mancano
dei valori persi, ormai apparentemente sopiti, sicuramente poco visibili per timore,
paura, scarso interesse..
Io ho detto questo perchè è il mio punti di vista..











