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lunedì 21 luglio 2014

Coop franchising cooperativo, il coraggio di diventare internazionali e competitivi...

 Miei cari lettori.
Ho notato che la Globalizzazione  ha fatto cambiare la Coop, equiparandola ad un'entità quasi generica senza valori , almeno in apparenza  uguale, presente sul  mercato.. Questo è davvero un peccato, perchè le tante proposte che promuovono i soci dei miei punti vendita che frequento, sono sempre indirizzati apparentemente alla crescita sociale, sono calate molto come gradimento nel tempo, mostrando una Coop diversa, questa è la mia impressione... Facendomi credere erroneamente che la Coop non sia io, ma in verità gli altri non hanno capito di essere in Coop, anche tra i consumatori della cooperativa non si avverte più quella sensazione di condivisione, ci sono cali di vendite sentiti, perchè le vecchie generazioni di soci muoiono, i giovani preferiscono molto altri supermercati, non è il caso di cambiare rotta?..
 Nel mio piccolo mondo, mi sono permesso di fare qualche riflessione, facendo una ricerca su Google, e su
Wikipedia ho notato che ci sono riferimenti a delle esperienze del marchio Coop all'estero, come in Croazia,
con l'apertura prima della crisi di Ipercoop, poi di forniture passate saltuarie a Cipro..Insomma se spulciamo
la rete troviamo quante cose vogliamo ed abbiamo bisogno.. Ora noto che altri colossi nazionali ed internazionali hanno punti vendita all'estero, come Conad che apre 11 punti vendita in Albania..Ma non andiamo lontano pensiamo alle catene di Carrefour presente anche ad Alessandria d'Egitto, oppure a Lidl
e Penny Market, Billa aperti a giro per il nostro paese, e mezza Europa, come fanno loro?..Sicuramente
avranno politiche convincenti e prezzi e metodi di marketing perfetti.. E la Coop ?...Che fine fa?..Mi sembra che la Coop stia aspettando solo le mosse del suo alter-ego, ma identico patner Esselunga...Mah!...
Come si dice..Esselunga e Coop alla fine sembrano la coppia di fratelli, che dicono Mio fratello è figlio unico, ma siamo fratelli...Bah!
Perchè Coop non imposta una vera politica di distribuzione Europea?.. Magari proponendo un Franchising
cooperativo?...Con questa crisi economica molti protagonisti stanno cadendo o sono caduti nel fallimento
d'impresa e solo la cooperazione sembra poter resistere ed offrire alternative valide di sopravvivenza...
Mi piacerebbe che Coop puntasse all'Europa, con un progetto di franchising cooperativo, in cui a cooperative associate estere, di persone serie e selezionate, che offrano locazioni e strutture non a carico
 della cooperativa, selezionate. Coop dovrà offrire il marchio, un sistema omologato di arredamento
efficace ma anche spartano, la fornitura di merce. Il personale dovrebbe essere socio della cooperativa
locale in cui si svolgerà l'attività. Coop italiana avrebbe un dimezzamento delle spese non pagando le
strutture , più mobilità, meno costi sul  personale, perchè alla fine è esterno,ma rispondente al capitolato
classico alla carta dei diritti e dei doveri Coop. Io la penserei così...Ma possibile nessuno ci abbia pensato?..
Inoltre selezionare gli stati in cui i corrispettivi concorrenti operano in Italia, quindi scegliere il paese in cui
opera Carrefour, in cui opera Lidl, Penny Market , scegliere quei paesi dell'est dove la crisi non è latente,
ma vi sia voglia di rinascere, proporre di aprire punti vendita in città straniere amiche di Coop, ma con basi solide per non fare un flop ..Sarebbe bello non trovate?

Non so se ho detto, non se ho espresso il mio pensiero, spero di non aver offeso qualcuno, visto che non
era mia intenzione, spero di aver ispirato e magari un giorno spero di ricevere un grazie, ma  se davvero
 utile questo mio consiglio, un riconoscimento di non so quale natura, ma un semplice grazie sarebbe davvero gratificante, ma forse visto che non siamo in cooperazione dovrei dire non mi basta?... Se qualcuno si offende, qualcuno non mi ha capito o non mi vuol capire..un esempio troppo estremo ma ispirante potrebbe essere il caso delle sartorie cooperative presenti sul territorio italiano, perchè scimmiottarle?..Oppure devo sempre entrare nei supermercati  ed essere triste perchè vedo sempre musi lunghi?...
ispirazione di Zyp?..leggete: http://frontierenews.it/2012/08/zyp-la-sartoria-no-profit-che-rivoluziona-il-franchising/...
Insomma un franchising cooperativo a marchio Coop sarebbe davvero idoneo, in questo modo si avrebbe
un bel impulso anche del mercato e dei prodotti italiani, tramite il marchio Coop, un vero salto di qualità
della distribuzione organizzata italiana. Ma sicuramente tutto è un sogno e sconsolato me ne torno a testa
bassa nel mucchio delle poche pecore superstiti, armate di portafoglio e sempre di più spenderò meno
perchè ci sarà meno e sempre meno di scelta, peccato la Coop è pratica nella mia zona non vorrei che
non possa più acquistare un televisore, un pc, un paio di calze e di mutande, oppure un semplice forno
a microonde. solo per non si è pensato ad un semplice pensiero di franchising cooperativo...
Peccato, incrociamo le dita...

domenica 19 maggio 2013

Le notizie corrono sul filo del carrello...

In questo blog, si parla di prodotti Coop, certo, ma ricordate come è nato....?..
E' il "blog notes" di un consumatore e socio di Coop, che va a fare la spesa e dice la sua opinione
libera e non condizionata su la sua spesa, sull'ambiente del supermercato, sullo stile e la vivibilità
dei luoghi...
Stamattina sono andato a fare la spesa nel mio punto vendita Coop, solito ed ho sentito strani
mormorii tra gli scaffali. I dipendenti si sono fatti uscire dalla loro bocca, alcune verità poco
conosciute del mondo Coop, che in questo momento avvengono...
 Ascoltate qui, magari avete perso dei punti...
importanti...


1) - Caso Mps, anche la CoopFirenze ha investito nel Monte dei Paschi di Siena, naturalmente in
        completa buona fede da parte di Coop, poichè una realtà antica della nostra realtà finanziaria.
       Da socio che sono sono preoccupatissimo, confido che almeno i libretti al risparmio siano in
       salvo.

2) - I Dico, i discount cooperativi, sono stati venduti ad altro operatore commerciale, che ne ridimensionerà
      le superfici di vendita ed il personale. Mi chiedo, ma non era meglio rilanciarlo?..

3) - L'Unicoop Tirreno chiude in Campania gli Ipercoop e si ritirerà a poco dal territorio, lasciandolo in
      mano di altri antagonisti commerciali. Una brutta sconfitta per la cooperazione, da socio che sono..
      sono molto preoccupato..

4)-  Unicoop Firenze, cambia insegna Coop Firenze, cambia anche i prezzi mi sono accorto.. però.....
       Chiude i profili ipermercati, ridimensionandoli in Superstore (riduzione superifici di vendita e di
      assortimenti), come aveva già fatto Esselunga in passato.

5) - Sempre meno Non-food nei punti vendita, questo me ne sono accorto benissimo, e mi sono chiesto
       se Coop invece di fare stupide pubblicità di regime, abbia mai promosso il profilo Ipercoop e la
       presenza di Non food nei punti vendita. Peccato ha perso un'occasione.

6) - C'è crisi lo si vede in tanti parti...ma si nota anche punti vendita,  "poca roba" direbbe il mi nonno..

7) - Anche se penso risaputa?..Coop aveva aperto in Croazia dei punti vendita Ipercoop,
       http://it.wikipedia.org/wiki/Hipermarketi_Coop
      Anche là nel 2009 sono stati venduti alla concorrente Spar...Che è la nostra Despar, buona e
      sana concorrente, perchè di robusta struttura, secondo..

E' stata una bella spesa oggi, anzi molto triste, tre ore passate tra conoscenti rispettosi del loro lavoro,
preoccupati del loro "traballio" in quest'Italia, che si perde piano piano, grazie al lassismo a cui siamo
stati abituati, mi sa che ci sarà un bel freno a mano..in tutto ancora di più..voi che ne dite?




martedì 4 dicembre 2012

Speciale Natale 2012 - Pacco Soci 1

Dicembre è già iniziato da pochi giorni, aspettiamo che la probabile fine del mondo ci travolga,
intanto nella speranza di fare le prossime feste Natalizie, voglio segnalare e dedicare spazio ampio
al pacco di Natale che Unicoop offre ai suoi soci consumatori.

Riflettendo è l'unico supermercato che offre qualcosa di personale ai suoi consumatori, non li fa
sentire solo "portatori di un portafoglio e di ricchezza", ma in qualche modo li fa sentire uniti alla
cooperativa. Anche se ogni socio paga sempre qualcosa per acquistarlo.

Quest'anno il pacco Natalizio è in una buona offerta, molto gradevole e dinamica, per niente ovvia.
Con poco più di 13€ per i soci e per i non soci 25€, la Coop della mia zona offre una busta ecologica,
un piatto di porcella di Doccia della Ginori (due oggetti emblematici per il 2012, visto che si parla
di lavoro nella secondo e di ambiente nel primo caso), assieme potremo trovare una bottiglia di
spumante italiano (Riccadonna), uno di vino (morellino di Scansano), non mancano poi due eccellenze
del marchio, un barattolo di caffè Brasile a marchio Fiorfiore ed in alternativa sempre della stessa
linea un Pandoro ed un Panettone, ampiamente canditi...

In questo post volevo segnalarvi la presenza di questa buona opportunità, poi nei prossimi
darò spazio ai prodotti a marchio che sono contenuti.. Ma ora partiamo con le foto di circostanza...
Conosciamo di persona il "pacco di Natale" a marchio Coop, che Unicoop Toscana, Coopfirenze
danno ai propri soci.....consumatori..



















giovedì 11 ottobre 2012

Corso Formazione Allievi Caporeparto Coop 2012




Ovvia si lavora...ci sono dei posti, pochi per fare il caporeparto alla Coop, una possibilità d'incontrarmi durante le mie varie spese quotidiane per i punti vendita, diventerete ancora mio
amico e sempre  cordialmente diventerete lavoratori..

Non sarà facile.. ci sono dei paletti, se poi reggono i facili clintelismi beh!..Allora!!..Non ci provate..
Io non so come si svolgerà, sicuramente è un'occasione persa per non fare questa prova del "9"..
Certamente ci sarà ampia trasparenza, ma in un Italia dove tutto è Grigio....Di colori sgargianti
ce ne bisogno...Io mi fido quindi di questa iniziativa e perchè no...non provare???

Cooperiamo quindi con pacifica e rispettosa cooperazione...

Perchè anche passarti un link per un lavoro è anche "VALORI COOPERATIVI".. molti se ne sono
scordati!..

Ecco il link :


http://www.poloprato.unifi.it/it/alta-formazione/offerta-formativa/allievi-caporeparto.html


Da fonte originale vi passo il testo completo:


Offerta Formativa

CORSO DI FORMAZIONE GRATUITO PER FUTURE/I ALLIEVE/I CAPOREPARTO - DI 800 ORE (600 DI STAGE), PER N. 20 PERSONE

Finalità
Il corso ha l’obiettivo di formare una professionalità da inserire nella grande distribuzione organizzata, nella carriera di caporeparto.

Destinatari
N. 20 giovani inoccupati, disoccupati, in CIGS o in mobilità con età massima di 35 anni, in possesso di diploma di scuola secondaria superiore (quinquennale). Sarà data preferenza ai
residenti/domiciliati nell’area metropolitana, a coloro che sono in possesso del diploma di laurea di primo livello e a coloro che hanno esperienze lavorative nel settore della g.d.o.. Almeno il 30% dei posti è
riservato a donne. Gli stranieri che intendono partecipare devono presentare titolo di studio equipollente/equiparato o equiparabile per durata e contenuto al titolo di istruzione italiano richiesto per l’accesso
al corso.

Struttura del percorso
Il percorso ha una durata complessiva di 800 ore di cui 200 di lezioni in aula, laboratorio informatico e visite didattiche e 600 di stage presso i punti Unicoop Firenze dell’area
metropolitana. Il corso si svolge fra ottobre 2012 e maggio 2013 e si articola nelle seguenti unità formative:
· I modelli organizzativi della grande distribuzione (24 ore)
· Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (16 ore)
· Haccp, sicurezza ed igiene degli alimenti (16 ore)
· Nozioni di merceologia e politiche commerciali (16 ore)
· Politiche commerciali nella g.d.o. (16 ore)
· Gestione economica del reparto (16 ore)
· Orientamento e servizio al cliente (16 ore)
· La gestione organizzativa del reparto (20 ore)
· Elementi del diritto del lavoro (12 ore)
· Team building (16 ore)
· Informatica (32 ore)
· Stage (600 ore)

Bando e domanda di ammissione
Documenti integrativi





sabato 25 agosto 2012

La crisi ci fa belli?...



Ed ora un po' di chiacchere tra me e me..Anzi tra e voi!..Scusatemi se non scrivo bene,
scusatemi se dico cose troppo eccessive, scusatemi se vi passo delle informazioni serie,
tra il serio ed il faceto, scusatemi per tutto, ma non scusatemi se non leggete..Perchè io
non vi scuso..Quindi..Che fare?...Da un'occhiata...

La crisi economica ormai oltre che essere mondiale, risulta anche essere funzionale. Il sistema
di vita sta cambiando?...O si cerca solo di risalire raschiando il fondo?...

Mi manca l'IVA al 19%, mi manca la possibilità di chiedere un finanziamento per avere un bene
d'uso voluttuario; dove sei....campagna di fidelizzazione che mi regali punti per prendere dei
premi?...

Se vi siete accorti da quando c'è la crisi, la spesa è cambiata per molti, fare la spesa ha ridotto
le potenzialità del consumatore medio, a chiuso quelle del consumatore piccolo. Ci sono meno
persone nei punti vendita durante la settimana, il massimo della popolazione è giunge verso
le punte del week-end (sabato, venerdì), ma da lunedì a Giovedì, complici i rinnovi delle offerte,
i prezzi non più contenuti della merce, la gente compra sempre meno e se ne sta sempre meno
al supermercato. Anche se noto che molti si mettono a leggere il giornale comodamente tra
gli scaffali di vendita, per recuperare del refrigerio dall'afa che aspetta fuori dalla porta del
punto vendita...

Noto che in Italia si alzano i prezzi al dettaglio, complici le tasse e l'aumento sconsiderato dei
carburanti. Ricordo che il prezzo della benzina arriverà fino ad un livello di 5€ al litro in Italia,
per cause di speculazione sul consumatore. Ricordo che il barile di petrolio all'inizio della
seconda guerra in Iraq, costava 33$, ora siamo arrivati ai 100$ al barile. Meno male che doveva
abbassarsi il costo dell'oro nero. Ma grazie anche alle alternative ecologiche , presto il petrolio
diventerà secondario.

Ma che discorsi complessi, scusatemi se non sono chiaro, sono semplicemente un consumatore
che va giro per negozi a fare raffronti, comparazioni, a cercare il giusto affare, il perfetto
prodotto per me. Sono un socio di cooperativa, mi sento parte di questo mondo, perchè a
differenza di tanti, vedo ancora la possibilità di crescere ancora come esseri umani cooperativi,
il sistema cooperativo che ci fa risparmiare, prima di tutto ci arrichisce come persone, lo deve
fare, perchè ci fa apprezzare i nostri sforzi, i nostri consumi, i nostri sacrifici per avere
un'eoonomia famigliare equilibrata, Essere cooperativi potrebbe essere anche un buono spunto
per uscire fuori dalla crisi economica che ci attanaglia. Sarà vero?..

Ma torniamo un po' al discorso precedente... In questo momento la crisi colpisce a sistema
tutto, è il turno ora della grande distribuzione, nel 2009 si diceva che i supermercati perdevano
tra il 5 ed il 10% sull vendite. Ora nel 2012 siamo per alcuni anche alla chiusura, Billa per
esempio ha ridimensionato la sua presenza nella mia zona, Conad cerca di espandersi ,
Coop rinnova i punti vendita, Esselunga propone tecniche di mercato americane, Carrefour e
Panorama sono in piena crisi. Anche Lidl e Penny Market risentono dell'aggressione fiscale e
economica del mondo esterno.
La gente continua a comprare lo stretto necessario per far fronte alla sua sopravvivenza, la
situazione è grave. Io prevedo che nel 2018 non sarà molto cambiato, perchè è il sistema è
malato, presumo che come è usuale, dopo ogni crisi funzionale mondiale, dieci anni circa
(2008-2018) ci sarà una guerra mondiale per riprendersi da questa situazione. Un mercato
latente, morente, in putrefazione, deve essere distrutto per essere ricostruito... Ma non
vi pare?..Sono solo chiacchere le mie ...forse..


Dicevo che i prezzi si alzano, in alcuni casi si sconta sull'aumento, per comprare “sereni”
un prodotto al costo di qualche mese fa, A volte si compra al 50% per non trovare scorte
deseute negli scaffali, il 3x2 è ancora attivo, il finto sottocosto è presente. Insomma tutte
le armi per prenderci i soldini dal portafoglio sono in atto, anche spero per farci risparmiare.

In alcune catene, ci monitorizzano i consumi tramite le nostre carte di fedeltà, ci dicono
cosa acquistare a sconto, si condiziona totalmente (spesso invano) il consumatore all'acquisto
non consapevole.


Sono considerazioni personali, redatte dopo un'ampia riflessione ed una profonda analisi,
scusatemi se sono solo abbozzate, ma volevo toccare più punti in poco tempo e poco spazio.
Se no chi mi leggerebbe questo post?..



domenica 19 agosto 2012

Zeitgeist Moving Forward ITA doppiato | Official release



Salve, miei cari lettori invito a visionare questo film in forma integrale, magari
di scaricarlo ed archiviarlo per riflessioni future...

Il consumismo che stiamo vivendo...

domenica 1 aprile 2012

Cambiare Aria - testo preso da Informatore Marzo 2012



...Altro articolo reperito casualmente su l'Informatore Unicoop del mese di Marzo 2012,
è questo riguardante i modi di conservazione a mezzo aria, sottovuoto od aria condizionata.
Un articolo interessante redatto da Monica Galli e Alessandra Pesciullesi è quello che segue.
Da non perdere...Quindi date una bella scorsa e vedrete leggerete cose ovvie, ma spesso
dimenticate, sicuramente interessanti:


lunedì 30 gennaio 2012

I valori cooperativi?..Spesso sono dimenticati..


La Coop Come la conosciamo non ci sembra molto uguale alla foto presente in
questo post, è diverso perchè ai nostri occhi vediamo supermercati e negozi
attuali,dove la tecnologia attuale ed i metodi organizzativi rispecchiano le
odierne richieste di mercato.
Ma il nostro carrello della spesa, ha una lunga storia lo sapevi?..Ti rendi conto
che quando entriamo in un negozio Coop, dovremmo respirare un'aria di storia,
di tradizione, di valori, di etica, di umanità potenzialmente diversa da altre entità di mercato?.

Dovremmo perchè mi sono accorto che la Coop è una grossa entità imprenditoriale in movimento, dove molti valori cooperativi sono nascosti, e non mostrati, per paura di non essere competitivi sul mercato. Quando si entra nel mondo Coop ci pare che ognuno pensi a se, ognuno faccia il proprio, che non ci siano più valori etici, morali, educazionali, che rendono la Coop, tale.

Mi chiedo dove siano andati, quando già dai consumatori c'è una certa apatia tra
i carrelli, tutti prendono la loro spesa avidamente, come se avessero davanti l'ultimo giorno della loro vita, altri sfidano le loro possibilità, altri ostentano, chi vuol risparmiare, chi vuol prendere la merce più precisa e di livello, ma tutti sono a fare la spesa per due soli motivi: per la qualità e per i prezzi, forse un terzo per la comodità del punto vendita..Ma è ancora così?..La Coop non è un negozio per vecchi, non deve essere tale, perchè si perde l'energia, il virgulto emozionale del crescere, di evolversi...

Noto con sommo dispiacere che qualche isolato tentativo di riportare in auge e porre in realtà i valori cooperativi, che una Coop dovrebbe avere, sono pacatamente troncati da subito da tutti, come se dovesse regnare il detto popolare:
" Fai da te, fregatene del prossimo e pensa al tuo!"..Dove stiamo andando?..In
quale reale società stiamo andando?..Per ora viviamo tra la falsità e l'ipocrisia,
generazioni di persone educate a non pensare, a non aver voglia di vivere, di essere entità sociale, di vivere in un sistema forte dove gli antichi valori che la fondano vengono periodicamente uccisi in nome di un futuro, che sarà di schiavitù, non solo umani tra umani, ma anche tra eventuali visitatori...
Cosa offriamo a noi stessi? Una cooperazione vuota e senza valori oppure una
ricostituzione di valori nuovi ed emozionanti che aggiornati alle necessità
odierne possono far credere ancora in quello che Coop, da sempre ha espresso?..
Per me, da consumatore e socio, la Coop è sempre simbolo di associazionismo,
di cooperazione, di risparmio, di qualità, di qualcosa di diverso dal solito negozio.
Vado alla Coop per trovare qualcosa di più umano. Mi accorgo che così non è.
Vedo dipendenti apatici, che pensano solo ad arrivare alla fine del mese, di questi
tempi è una cosa del tutto naturale, li noto bolliti, stressati, demotivati, non li
vedo amici del socio consumatore, ma antagonisti del cliente. Qui manca la
una formazione di fondo, secondo me. Che può venire fuori se non con un cambio
reale di rotta di tutto il sistema cooperativo.
La Coop deve essere sempre la sicurezza per il socio consumatore, deve essere il
punto fermo della sua spesa, dei suoi servizi, della sua convivialità.
Noto che chi frequenta il supermercato, da cliente, e sempre quello, sopratutto
gl'anziani, con il carrello o il cestino in mano, s'incontrano e scambiano idee
e notizie. E' un buon Agorà il supermercato in se per se. Questo dev'essere il
primo punto di recupero dei valori..La memoria dei vecchi è sempre la prima
cosa da salvaguardare. Ogni tanto invece di propinare tanti volantini che vanno
al macero, Coop dovrebbe mandare a tutti i soci a casa una pubblicazione con la
storia di Coop, con le memorie di chi l'ha fatta e vissuta, per dare un'idea ai giovani soci di cosa sia Coop Italia ed il suo circuito.
Sembra un discorso di regime, desueto, ormai aria fritta. Ma se non s'inizia da
cosa è comprovato nel tempo, come si può affrontare nuove partite..???
Giro spesso per l'Italia e noto con mio sommo dispiacere che i punti vendita Coop
cambiano faccia, chi apre chi chiude, è il soffio dei tempi. I dipendenti sempre
più delusi ed "incazzati" farebbero di tutto per restare attaccati alla grande "mucca" che da latte. Mi chiedo però una cosa, ma se i valori etici che ricercano
tanto non li mettono mai in pratica, come può una cooperativa crescere e fare
cooperazione?..Non si può dire per anni alle persone di pensare al proprio, come
questa società ha subdolamente infuso nelle menti deboli di tanti "morti di sonno" che vivono accanto a noi.. Dobbiamo svegliare tutti , chi dorme, chi non vuol svegliarsi, chi non vuol pensare..Se si pensa si crea, se si pensa si cresce e si
diventa veramente cooperativi...
Io non amo alcun regime oppressivo perchè non fa del bene mai allo stato che lo
ospita, è certificato che un governo morbido, democratico e sociale, inteso con
i valori della società civile infusi, risulta migliore e più duraturo. Non dobbiamo
quindi perderci..Dobbiamo credere in qualcosa di questi tempi bui... La luce
si sta spegnendo, pian piano, modifica la sua intensità. Non dobbiamo far
spegnere il senso della società, dobbiamo credere in qualcosa di vero come il
nostro paese, i valori reali dei nostri padri e di chi ci ha preceduto..
Bisogna discernere e prendere sempre le cose migliori, che l'esperienza diretta
ci ha insegnato sulla nostra pelle.
Amo fare la spesa ed essere libero di scegliere. Amo portare il mio carrello con
due mani, e non con una e non controllarlo. Mi piace l'idea di un'impresa che
coinvolga persone e le faccia vivere un bel viaggio, lungo tutta una vita.
Sono un nostalgico, forse non so..ma non vi pare l'ora di svegliarci un po' e di
raccontare al mondo, che non siamo solo portatori di portafoglio?..Il portamonete
ha sempre avuto un'anima. la nostra..Penso che prima di tutto la cooperazione
parti da un valore primario..il rispetto....(rispetto per chi compra, per chi lavora, per chi offre la sua professionalità per raggiungere l'obbiettivo finale
d'impresa)..Rispetto una bella parola, ma molto latitante in questa società, che
aspetta solo il momento giusto per buttare il cappello in aria e resettarsi...
Scusate il mio amaro sfogo, non vuole essere in alcun modo uno scritto politico,
sindacale o altro, ma è il pensiero amaro di un consumatore, che non è ricco e
che guadagna pochi euro al mese, appena sufficienti per vivere una vita al limite della civiltà, mi chiedo se in questo mondo incivile e poco cooperativo
sia un lusso...spero non lo tassino..

Vorrei segnalarvi dei link per comprendere cosa sia una Coop, non è
solo burocrazia, politica, consumo, ma è molto di più per alcuni è vera passione, che esula dai colori politici...visitate:




E' facile scrivere di valori ma applicarli capisco che spesso, di questi tempi sia difficile, io penso che alla fine basta solo volerlo....che ne pensate?




sabato 17 dicembre 2011

Avvocato di strada un servizio utile in un punto commerciale Cooperativo













....Da qualche anno nel mondo, soprattutto nei paesi stranieri della fascia
medio-povera-orientale, esiste una figura molto apprezzata ed utile per
la popolazione, "l'avvocato di strada". In Turchia, Irak, Siria ed India, ci
sono giovani ben vestiti, per lo più di nero, che dopo la laurea in Giuri-
sprudenza operano in uffici pubblici, stradali. Infatti armati di due sedie
ed un tavolino ripiegabile si piazzano sul marciapiede con i loro clienti
e svolgono le pratiche richieste, come se fossero in ufficio. Sono armati
di computer portatile per avere l'archivio sempre vicino, i costi di una
pratica, questo modo risultano molto ridotti, per chi si rivolge....

In Italia, un servizio simile è presente in alcune città, ma è ben diverso
dall'originale servizio di consulenza. Intanto è gestita da una onlus e
questo mi fa pensare che campano solo sulle donazioni, in questo
momento poche. Non sono in tutta Italia, perchè non è stato ancora
regolarizzato come servizio. S'indirizza verso clientele povere, per
lo più straniere e svolgono consulenze all'apparenza molto semplici..

Ora vi chiederete cosa c'entri Coop in tutto questo mio preambolo
ed in questa figura giuridica emergente. Secondo me sarebbe carino,
utile e molto etico-cooperativo offrire al cliente, socio coop, delle
consulenze giuridiche direttamente nei punti vendita Coop ed Ipercoop
che possono gestire questo potenziale servizio.

Un servizio per la collettività, un polo di attrazione interessante per
chi va al centro commerciale. Avere un avvocato che può fare delle
consulenze dirette, a tariffe agevolate (per i soci), direttamente al
punto vendita. Sarebbe un bel passo avanti per potenziare anche i
servizi offerti e rendere aggiornato il senso di etica-cooperativa.

Consulenze, assistenze legali potrebbero essere davvero un bel
servizio innovativo.

I modi ed i sistemi per creare questo servizio, che nella mia zona
manca, sicuramente potrebbero essere trovati sia i modi che i
tempi per la gestione della cosa.. Davvero interessante..Spero che
venga presa in considerazione questo mio pensiero..Magari grazie
anche i vostri commenti che arrivano, spero che sia notata anche
da Coop..Grazie per la lettura..

mercoledì 13 luglio 2011

Grande Distribuzione 8 su blogger


...Salve, in questo blog avete capito si parla solo del mondo Coop, e se
notate a destra nella parte tabellare ci sono molti links che ne parlano.

Oggi navigando voglio segnalarvi un altro sito interessante, su piattaforma
libera Blogger.com, creato per i dipendenti ed il lavoratori della cooperazione.
Dai tratti aggressivo, dai modi informativi un po' urlati, tende sensibilizzare
il lettore, naturalmente è un'ottica di eventi interni alle cooperative, cosa che
al consumatore, sinceramente interessa poco. Cosa interessante sono alcuni
post generici, che magari le persone interessate, possono trovare per avere
degli spunti...

Personalmente, da consumatore voglio inserirlo nella lista del blog, per un
fatto di equità e maggiore informazione, nessun atto provocatorio deve essere
compreso. Non ce ne sono!. Spero che il link inserito serva a qualcuno.

Dateci un occhio chissà se siete del ramo, o v'interessate del futuro della
vostra spesa, come faccio io, magari avrete degli spunti interessanti.

Naturalmente posterò questo link insieme agli altri.

http://grandedistribuzione8.blogspot.com/2009_09_01_archive.html

domenica 21 febbraio 2010

Se ci fosse solidarietà interna?..Sarebbe razzismo?


Dal "volontoriato" esterno a quello interno, la via può essere breve, ed utilissima per sbloccare un canale agonizzante come è il canale italiano al momento...Di che sto parlando?...

...Mi chiedevo dove andasse tutta la merce alimentare invenduta posta nei punti vendita e speravo che non andasse sprecata..
Quella del "BUON FINE da spreco a risorsa" è stata secondo me una buonissima idea, una lodevole iniziativa sotto vari aspetti :dal punto di vista sia etico, tecnico-commerciale, creativo.

Dare a chi meno ed è meno fortunato, qualcosa è importante...

Ora mi chiedo, ma per smaltire le giacenze nei punti vendita e nei magazzini, la merce non potrebbe essere venduta a prezzi inferiori, più convenienti, proprio ai dipendenti che vi lavorano?..

Questo sarebbe un bel modo per sostenere l'economia non solo esterna, ma anche del punto vendita che l'attua?..

Parlo da socio, sia ben chiaro. Non sarebbe carino che periodicamente, nei punti vendita proprio i dipendenti di cooperativa del circuito Coop Italia, possano acquistare nei punti vendita ad un prezzo più conveniente?.. Per lo stesso negozio e per il dipendente. E' una buona formula per sostenere, giustamente a mio avviso il tenore d'acquisto dei portafogli delle famiglie dei dipendenti, rendendoli meno stressati e più appagati dalla loro occupazione..Inoltre è un modo per far capire a chi lavora in una Coop, che anche se dipendente può partecipare eticamente al senso di appartenenza e mettere in pratica il senso cooperativo, che molto manca in questo mondo arido e personalista. I dipendenti che lavorano in punto vendita potrebbero fare la spesa nel loro punto vendita, risparmiando in inquinanti, tempo e costi, perchè
avvantaggiati. Vivrebbero di più il punto vendita, sarebbero più responsabili e più professionali perchè prima di tutto sarebbero loro i veri consumatori, farebbe anche formazione professionale la cosa, ci avreste mai pensato?...
Si, perchè il dipendente da consumatore, può valutare le due versioni in prima persona.....
Poi, la catena di movimentazione merci del negozio potrebbe essere anche migliore...
Parlo da semplice socio. Non sono molto inserito in queste cose, forse sbaglio anche..Sicuramente ho un punto di vista diverso forse di altre persone.
Secondo me si valorizzerebbbe la busta paga dei dipendenti, che penso non sarà mai tanto competitiva, visto il livello generale del nostro paese in cui verte; con questa iniziativa si movimenterebbe tanta merceleogia ferma, che andrebbe persa e risulterebbe un costo più alto per lo stesso negozio..
Personalmente sono del parere che meglio perdere 20 che perdere 50.
O che si possa acquistare 30 invece che 0 (zero)..
Non so se mi avete capito...Se avessi ragione?...
Non so se attualmente i dipendenti hanno delle tariffe agevolate, ma se già vi fosse in atto sarebbe una buona iniziativa, anche questa lodevole, perchè si noterebbe un interesse ed una valorizzazione delle risorse umane impiegate..
Se invece non lo fosse, speriamo che con il tempo si possa avere anche questo..Noi soci consumatori saremo grati, perchè vedremo sempre prodotti freschi e di qualità sugli scaffali e nei banchi frigo dei nostri punti vendita....
Visto che i negozi sono dei contenitori rigidi e gli spazi sono quelli che sono, spesso e volentieri.

sabato 13 febbraio 2010

Andiamo alla Coop con un Click?..dubito!

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Andiamo alla Coop, facciamo due passi e
magari consumiamo dei soldi; poi magari
acquistiamo del superfluo, ma anche del
necessario, perchè no?....
Questa è la visione ormai desueta del
perfetto "consumatore"....

Poi vennero il momento delle "vacche magre",
un personaggio degli anni 90; un manager
indigato negli scandali economici di "mani pulite",

disse: " L'Italia non è più come una volta, più il
tempo passa, più le vacche sono magre e le bocche
saranno molte di più da sfamare".. Profetico ed
emblematico, perchè morì dopo poco in circostanze
poco chiare...

Il tipo si chiamava Raul Gardini...Lo ricordate?..
Mr.Fondiaria, per intenderci.

Ebbene da quel momento, molte cose sono accadute,
anche il "sistema mercato" subì un allargamento, nuovi
personaggi nella distribuzione, i colossi presenti fecero
un primo gesto di arrancamento, per stare di pari passo
alla concorrenza. Anche i luoghi di acquisto si modificarono,
con le cosidette "vacche grasse", il modello di "Agorà Mercantile"
prese piede e via iniziarono le mode dei Centri Commerciali,
più o meno tali, poi le vendite da offline (le classiche) irruppero
anche nel virtuale e di colpo il consumatore piombò
nel nuovo millennio...

Devo dire che alcune figure della grande distribuzione
si sono inserite molto bene nel settore del commercio di
rete. Un esempio fra tutti è quello di CHL e di MediaWorld,
sopratutto la seconda figlia dell'originale Mediamarkt.
Anche Esselunga porta la spesa a casa...Insomma
ogni figura del commercio distributivo fa qualcosa..

Mi chiedo, ma quando mai la Coop aprirà i canali di
vendita online per i soci ed i clienti, sopratutto per il
non food?...Io ci spero sempre, ma pensate quanto
sarebbe bello andare sul sito www.e-coop.it della
Coop e guardare un catalogo, prenotare online, pagare
con moneta elettronica, farsi accreditare i punti di
fidelizzazione, scegliere se andarlo a ritirare al
punto vendita più vicino a noi, o farselo recapitare
a casa!..Non sarebbe fantastico, e per gli anziani
e le residenze lontane, come sarebbe bello poter
far la spesa da casa ed attendere il furgoncino Coop
che ci porta quello che abbiamo scelto dal catalogo.

Una cosa del genere?...Sarebbe solo un toccasana
per il mercato che s'espanderebbe, si specializzerebbe,
migliorando le vendite (più selettive e specifiche),

Personalmente mi piacerebbe un servizio online di
vendita.

Dove i prodotti che vedo in un potenziale catalogo online
siano offerti da un marchio di cui mi fido, invece che il primo
personaggio che s'improvvisa, penso questa cosa sarebbe
piacevole per tanti.

Non sono proprio delirante, pensateci un attimo....
Si potrebbero ridurre i costi di filiera?..Non cambierebbe
il modo di vita delle famiglie e del sistema soci?..
Si potenzierebbe un canale che ha il solo scopo di traghettare
tutto il mondo del consumo reale nella sua estrema evoluzione,
il cosidetto "consumo necessario efficace".

E' fondamentale non lasciare il sito www.e-coop.it solo una
vetrina informativa e propagandistica, ma di potenziarlo e renderlo
competitivo..

Per molti questa idea potrebbe sembrare pericolosa, magari per chi
ha paura di perdere un posto di lavoro, o di poter avere prezzi più alti.
Secondo me, mia modesta opinione di ex-studente del settore, potrebbe
ampliare le figure dell'occupazione, favorendo la valorizzazione delle
maestranze già operative ed ampliarle a nuovi..

Peccato però che in Italia vige il vecchio ed arcaico adagio, del sistema
lento come un pachiderma che non assorbe le innovazioni e non sollecita
la vera meritocrazie e la creatività..

Qui si torna al fatto dell'etica dei consumi..

Che ne direste di un negozio medio-piccolo come quello
raffigurato in foto, con una zona per l'online, un piccolo angolo
dove un addetto a richiesta gestisce le consegne a mano dei
prodotti arrivati ai soci richiedenti?...Futuro?

Spero proprio di no...

Naturalmente questi sono pensieri personali, che non
vogliono sostituirsi a nessuno, neanche a coloro che
non avendo la creatività, non vedono il mondo con il
suo vero colore e la sua reale dimensione.
Non so se questo post, sarà letto ed apprezzato.
Se sarà copiata l'idea inserita e fatta tesoro da coloro
che magari sono già inseriti negli ingranaggi.

Spero almeno di non passare inosservato e di passare
da quel personaggio che mi ritengo di essere, un semplice
e preoccupato "socio consumatore"...

Ai posteri l'ardua sentenza....??

domenica 19 aprile 2009

...Analizziamo l'etichetta a marchio Coop
























Dai colori classici ed uniformi, bianco rosso e blu,
di solito l'etichetta cooperativa è di buona qualità,
molto aggiornata e profonda nell'illustrare le infos
sui prodotti distribuiti.
La tabella d'ingredienti con la percentuale di
concentrazione o di presenza di un prodotto a
differenza di altri, spesso ci sono anche le
percentuali di presenza in modo da poter offrire
una notizia approfondita e completa al consumatore.
Anche le tabelle di legge dei valori nutrizionali sono
molto omogenee nel layout, ma ognuna di esse si
associa al relativo prodotto di cui deve parlare..
Come sempre prima il "valore campione", cioè su
che misura si crea la tabella, di solito si usa la
porzione di 100ml, o 100g per i solidi. Ma non sono
rare l'eventualità di altri ordini di misura particolari,
o addirittura delle porzioni per taluni alimenti.
L'ordine dei valori di tabella sono classici e per legge:
Valore energetici in Kcal e Kj, Proteine, Carboidrati e
loro sotto classi (non sempre elencate), Grassi, Vitamine,
Sodio, Calcio, ed altri elementi a seconda di cosa sia
il prodotto, elementi minerali per esempio per le acque.
La tabella si conclude, spesso è evidenziata con colori
diversi, riga per riga per far comprendere meglio gli elmenti
disciolti ed il loro apporto, per una corretta sana alimentazione.
Ma l'etichetta a marchio Coop non finisce quà, infatti ci sono
altre informazioni importanti, legali, obbligatoriamente devono
essere illustrate al consumatore.
Come l'azienda di produzione che fornisce il prodotto per la
distribuzione alla stessa Coop Italia.
Sono chiamate in gergo.."i fornitori", questi sono stati selezionati
in maniera attenta dagli acquisitori della cooperativa, naturalmente
per etica Coop cerca di rifornirsi presso marchi cooperativi e
da aziende con una buona esperienza, per un prodotto a marchio
sempre all'altezza e competitivo.
Si nota qualche volta se si osserva l'etichetta che il fornitore di un
anno, cambia l'anno dopo. Questo non è che all'apparenza sia bello
da vedere, poichè il "consumatore di bassa informazione", pensa
che il prodotto che acquista sia di bassa qualità o vi siano problemi.
Sta di fatto che Coop offre ai suoi consumatori dei prodotti consoni
ed eticamente conformi alle norme della cooperativa stessa, se vi
sia un aumento non giustificato del prezzo di fornitura, via sia delle
mancanze da parte del fornitore, od esso violi il contratto di tale
fornitura anche variando la qualità del prodotto offerto. La Coop
cerca di modificare il fornitore per rimanere attiva e concorrenziale
sul mercato, offrendo prodotti d'immutata qualità.
Sistematicamente poi i prodotti vengono valutati da soci e dai
dipendenti di Coop per dare una valutazione coscente di cosa sia
inserito sul mercato. Un Panel di volontari si cimentano periodicamente
su test interessanti interni e presso i punti vendita della catena.
Danno la loro selezione sui prodotti e questi venduti hanno riportato
la relativa icona di testing dei soci. Altre icone presenti sono quelle
dell'eticità e del rispetto del lavoro sia in Coop che presso i fornitori
dei lavoratori, interessati al prodotto. Non mancano le icone del numero
verde e del sito internet, veri collegamenti e connessioni diretti tra il
consumatore e la Coop Italia.
800 - 80 55 80 è il numero gratuito per telefonare dove un centralino
potenzialmente appaltato od esterno, questo l'ignoro risponde ai
consumatori è un ottimo Help desk comunque..
Poi il sito www.e-coop.it è il sito web della cooperativa gestito da
Coop Italia, dovrebbe essere maggiormente informatizzato visto che
l'aggiornamento non più continuo come un tempo.
L'etichetta a marchio coop è completa..si ma ancora secondo me
dovrebbero un po' migliorarla magari inserendo infos sulla filiera delle
materie prime con cui vengono fatti i succhi di frutta, per esempio,
non vi pare che sarebbe interessante sapere cosa beviamo?..Magari
se la materia prima ha subito bagni di pesticidi, od è ecologica o
risulta da una filiera mista?.
Un buon passo avanti verso la trasparenza no?...

venerdì 13 luglio 2007

Opinione su Coop Italia






Dopo una prima opinione riguardo a Coop del giugno e l'aggiornamento del 23.12.2001, l'ultima versione del 16.6.2002. Questa vuole essere un aggiornamento coerente e approfondito, sulla panoramica non solo, che Coop può offrire a suoi clienti a livello di offerta commerciale, ma anche spiegare al lettore di questa opinione, cosa significa Coop al livello di territorio in cui opera. Coop, infatti, nasce dallo spirito cooperativo dei nostri nonni, e dei nostri bisnonni che per raggiungere un obbiettivo economico o sociale si riunivano spontaneamente e con desiderio fervente, fondando le cooperative locali o contadine. Quindi molti contadini fondavano cooperative per la distribuzione e la vendita del loro grano, cooperative per dare un servizio di trasporto etc... Il fine ultimo della cooperazione è il ricavato economico che è utilizzato per reinvestire e fare crescere e potenziare la cooperativa medesima, reinvestendo e producendo maggiori frutti negli anni successivi. Un ciclo scontato, mai snaturato. Nelle poche rare occasioni in cui è accaduto le cooperative hanno cessato di esistere o si sono modificate in aziende private o società. Oggigiorno, i supermercati Coop sono di piu' di un negozio qualsiasi e una voce qualsiasi nel mercato commerciale. Questi danno al cliente la qualita' e la tempestivita' nel prodotto nonchè la convenienza, ricordate anche 10cents sul prezzo del prodotto meno rispetto alla concorrenza è "convenienza". Coop oltre che essere un organismo commerciale, ho detto, è anche un ente benefica, in quanto parte del suo introito lo investe sul territorio, per aiutare la crescita di chi vuol utilizzare quello che coop offre. Negli ultimi anni, nella mia terra, Coop ha creato corsi di formazione e di ricreazione, corsi intelletuali e ludici per promuovere l'aggregazione dove prima era penalizzata. Ha sponsorizzato e spronato la qualita' dei propri fornitori, investendo nella ricerca di qualita', ampliandone le capacità. Si è costituito con successo il fenomeno della banca del tempo (ogni socio che si associava offriva e prendeva del tempo di altrui per svolgere le cose che non riesce a fare normalmente, segno dei nostri tempi in una società frenetica e senza identita'). Promovue con agenzie turistiche convenzionate istruttive gite fuori porta, in musei cittadini, o luoghi di interesse culturale. Viaggi esteri per vacanze e fine anno, a prezzi interessatamente vantaggiosi. Le convenzioni che Coop offre ai suoi clienti soci, sono la possibilita' di avere sconti su concerti e film nei cinema e nei palazzetti cittadini. Un sistema interessante e positivo che fa umano il sistema commerciale ed il mercato italiano. Chiaramente non ci illudiamo anche i dipendenti di una cooperativa sono stretti dalle cosidette richieste di mercato, orari stressanti, domeniche, turni pesanti e che altro c'è; che portano anche a perdite dei valori che la cooperazione si basa, ma che nel lungo periodo risultano non scomparire, ne venire meno, ma tali valori sono posti in essere in maniera pratica e poco evidente, ma esistono sempre. Ma la coop dove pecca riesce a correggersi, agevolmente. In pratica, il negozio COOP, è sicuramente parte integrante della nostra cultura cittadina,
La comunicazione tra socio e cooperativa e tra cooperativa e socio è potenziata negli anni con mezzi mediali e con testi scritti, come il canale che è dotata la locale Unicoop Firenze. un canale di informazione diretto con i soci, il cosidetto "INFORMATORE", giornaletto mensile gratuito dove i soci hanno voce e spazio. Unicoop è anche in televisione con un programma di informazione via cavo, chiamato "INFORMACOOP", che va in onda su reti locali una volta a settimana. Non ultima Unicoop è anche on-line, sul sito www.e-coop.it. Un sito moderno, dinamico e giovane, aggiornato periodicamente e celermente da persone addette, vi è la possibilità di fare la spesa on-line, di avere informazioni su qualsiasi tipo di cooperativa e sulle modalità di diventare socio, notizie di pubblica utilità, notizie di dominio pubblico. La registrazione è obbligatoria per maggiori servizi, da parte di COOP. Tutto bello nessuna pecca è possibile?..Chi lo sa...Certo che Coop Italia, un ramo di coop è stata insignita lo scorso anno del premio Key Award, un premio per la qualita' del cibo, per la precisione: Lo spot sull´impegno di Coop nel rendere chiaro il legame tra alimentazione, salute e ambiente, che si concretizza nella linea di prodotti biologici a marchio Coop, è il vincitore della XXVII edizione del Key Award. Un premio importante che fa capire come COOP si interessi e sia sensibile ai problemi del mondo del commercio e della distribuzione, della salute e del rispetto della salute del consumatore. Nel sito www.e-coop.it potrete reperire maggiori informazioni e altro..anche i ludici concorsi a premi.

Fonte Originale :http://www.ciao.it/Coop_Italia__Opinione_234715
Autore: doomer

Premessa ai miei lettori



Salve.

Sono un semplice consumatore di prodotti Coop e sono anche un piccolo socio della cooperativa della mia zona di residenza. Unicoop Firenze. La spesa quindi la faccio tendenzialmente in questi supermercati, non disdegno comunque anche qualche acquisto in altri punti vendita Coop d'Italia.
In questo Blog non voglio certo sbandierare ed elogiare le cooperative rosse, ne essere l'arma per una pubblicità indiretta ai prodotti. Quello che voglio portarVi a leggere sono le dirette esperienze riguardo a prodotti Coop Italia posti in commercio nei punti vendita.




I testi che seguiranno li potrete recuperare nella versione originale dal sito di opinioni di mercato di seguito linkato: http://www.ciao.it/account.php/MemberId/40645 ; in cui opero da circa sette anni (Settembre 2000) in cui ho parlato un po' di tutto. Questo Blog vuole essere un resoconto concentrato di quelle esperienze fatte direttamente sui prodotti Coop, come utente anonimo e per niente condizionato dal marchio stesso. Secondo me risulterebbe delle cose interessanti.. quindi augurandovi una buona lettura vi ricordo che le immmagini sono per lo più di mia esclusiva

proprietà, naturalmente ci sono alcune eccezioni queste sono state reperite in rete, tramite motori di ricerca, ed ogni proprietà è dei relativi proprietari.
Cercherò sempre di essere una voce indipendente, senza alcun scopo di lucro o faziosità.
Voglio che questo mio blog sia una vera finestra sul mondo Coop, quel 
database e quelle informazioni che altrimenti andrebbero sottovalutate od
ignorate e penso e spero che mi seguiate sempre con attenzione..
Aggiungiutevi tra i miei lettori, io ricambierò, scambiamoci i banners i ricambierò, cresciamo insieme...io ricambierò
Buona Lettura.....