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venerdì 16 dicembre 2011

Scuola Coop dove si cercano i valori persi?









Salve.
Torno a scrivervi, perchè girovagando nel web, in cerca di argomentazioni
da trattare nel campo della cooperazione, che vivo (ricordo sempre), da
comsumatore libero ed indipendente, da semplice socio di base, di un grande
movimento che è quello cooperativo.
Dicevo....Ah si! Mi sono imbattuto in un sito, che mi ha molto sorpreso, perchè
mi ha fatto conoscere un aspetto di Coop, che non conoscevo assolutamente.
Coop ha una scuola di formazione, molte cooperative della Lega si sono unite
per formare questo polo formativo importante, locato in Toscana, nella zona
del cosidetto empolese (il medio Valdarno, per intenderci)...
Praticamente, Scuola Coop si trova tra le colline di Montelupo Fiorentino, in
località Sammontana, a venti minuti da Firenze, trenta da Pisa, quaranta da
Siena.
Da Subito vi allego il link, magari curiosate un po', per farvi un idea, il sito
che appare è essenziale, efficace e diretto, http://www.scuolacoop.it/node
Spulciandolo un po', facendoli la cresta su tutto, noto che i corsi a prima vista
sono liberi per esterni, ci sono corsi di aggiornamento per le specializzazioni
nei punti vendita, qualcosa per manager, insomma sembra un polo culturale
impegnato, anche non si capisce, a prima vista per chi è destinato il servizio.
Preso dalla curiosità, contatto tramite l'email la scuola, e noto che mi viene
chiesto di che cooperativa appartengo, qui intuisco che forse non c'è posto per
me..Ma non demordo, immediatamente mi rispondono, con tono gentile mi
offrono un riferimento per saperne di più...Contatto allora un collegamento
della cooperazione, segnalata dalla segreteria, che mi spiega in maniera
molto esaustiva e cordiale, le potenzialità della scuola.

"La scuola è un'entità formativa costituita per venire incontro alle esigenze
cooperative, in fatto di formazione, un posto dove poter aggiornare i dipedenti,
in maniera etica, corsi snelli ed efficaci, esperienze formative necessarie per
attivare la professionalità dei soli dipendenti, spesso ogni cooperativa manda
i dipendenti qui per formarsi, obbligatoriamente":.

mmmh!..Che bella spiegazione diretta e tecnicamente completa. Ora so che
esiste una Scuola Coop, è un peccato che non vengano creati stage per formare
i futuri dipendenti di Cooperativa, sarebbe un bel modo per ricreare quello
spirito etico e cooperativo che vedo perdersi tra le righe di quotidiani e giornali.
Infatti spesso e volentieri notizie negative fanno pensare il socio consumatore,
su cosa Coop è diventata o sta per diventare..Penso che Coop debba essere meno
impresa e più cooperativa,il connubio, come leggo in molti testi sull'argomento
ha esaltato alcuni manager di Coop, non tanto il mercato ed i soci..

A me manca la Cooperativa vera, quella che oltre al risparmio ed alla qualità,
quando vado al negozio, manca la disponibilità del personale a volte molto
distratto dal consumatore, mi manca l'entusiasmo di un tempo.. Che bei tempi
gli anni 90...e prima.. Riflettiamo..

Ma intanto che bello sapere che c'è una SCUOLA COOP..Davvero una gradita
sorpresa..Che evade dal mio discorso...etico....morale..

giovedì 15 ottobre 2009

Una tirata d'orecchie.....Perchè nessuno è perfetto!

....Qualche anno fa mi ritrovai in un punto vendita Coop ad acquistare
un videogioco per la mia Playstation 1; erano i tempi in cui andava
forte giochi come Tekken, e Air Combat; veri e propri cult per i gamers
dell'epoca..
Mi avvicinai alla vetrina di vendita, mi ricordo bene, erano
chiusi con la chiave, sembravano in una cassaforte.....
Li stavo osservando, per capire quale scegliere, passa un signore con barba
bianca e camicia a righe rosse e chiesi di poterne acquistare uno....
Mi guardo come avessi detto qualcosa di sbagliato, sembravo uno che
voleva fargli perdere tempo, spero che non mi abbia paragonato ad un
malfattore, se no saremmo giunti al delirio, il fatto sta che mi apri la
vetrinetta e me la richiuse, poco dopo, alla prima domanda tecnica che
feci mi mando "spiritualmente" a quel paese e mi giudicò un "non cliente".
Un comportamento inspiegabile, da una persona che penso sia stato, visto
il piccolo negozio, un capetto, una persona quindi di esperienza e migliore
dei propri subalterni.. Era la seconda metà degli anni '90, era il vecchio negozio
di Via Nazionale, chiamato Coop Moda, perchè aveva i vestiti e non food.
Il tipo dal mondo pubblico Coop è scomparso non so il suo futuro e non me
ne interessa...
Vi ho raccontato questa storia solo perchè è per me emblematica, di una
scarsa professionalità in alcuni punti vendita dei personaggi che li abitano.
Maleducazione, insopitalità, poca propensione al pubblico, mancanza di
cura verso il cliente ed il prodotto, ignoranza tecnica..
Questo era un operatore di Coop. Ma nei punti vendita fino al 2002, era impossibile
trovare delle spiegazioni nei punti vendita di catene non specializzate, questo è risaputo..
E' vero che per esempio Media World, Expert, meno Euronics sono molto
cordiali con i clienti,anzi a volte gli addetti di reparto sono dei propri e veri
stweards degli acqurenti... Mi sorprendo che anche nei discount quel poco
che sono informati i dipendenti siano cordialissimi. Caso particolare è la
Sidis dove nelle "superette", nei piccoli punti vendita locali, sono proprio
di famiglia...
Con l'apertura degli Ipercoop,qualcosa è cambiato, ma non più di tanto...
Gli addetti parlano di più con i clienti, se gli viene fatta una domanda rispondano,
per esempio nella zona libri, in quella multimediale, qualcosa di positivo
è stato fatto, una buona infarinatura al personale è stata data, ed a domande
dirette e tecniche qualcosa abbiamo in risposta...
Anche se la via verso noi consumatori sembra un po' lunga, sicuramente
dispendiosa.
Mi accorgo sempre più che i consumatori, i soci per la grande distribuzione in
generale sono sempre più "portatori di portafogli" e non esseri umani, mi sono
accorto di questo, me ne dispiace perchè si snaturano i rapporti in generale con
i clienti.
Non dico che ci debbano fare gli schiavetti, ma un minimo di cordialità a priori e
di base dovrebbe essere insegnata..

Un cenno interessante che mi sento di fare è anche il problema della fiducia che
viene riposta in Coop per i prodotti durevoli, spesso e volentieri sono costretto a
girare molti ipercoop, altri concorrenti per acquistare a buon prezzo, prodotti di
qualità e marchio anche tecnologici, spesso e volentieri sono un po' dubbioso
nella resa effettiva del prodotto,questo è il messaggio che è passato tra tante
persone che conosco...
Alcuni amici mi hanno detto che " io non vado alla Coop a comprare un televisore,
perchè spesso lo devo riportare guasto!"..Questo non mi sembra vero, per mia
esperienza, ho avuto esperienze negative, ma almeno l'assistenza post-vendita
del punto vendita è stata tempestiva, disponibile ed all'altezza.
Da socio in questo momento di crisi mi sento un po' preoccupato..perchè già i
prezzi generalizzati della distribuzione sono alti, se trovo anche posti inospitali
"sono a posto!"...
Sono convinto che tutto quello di cui vi ho parlato, oltre ad essere sicuramente
una considerazione personale, una mia esperienza; sia anche di monito a migliorare,
tutti, sia nella professionalità e nella disponibilità da una parte, che nella civiltà
delle considerazioni dall'altra..Perchè, forse sono un nostalgico, ma mi mancano
dei valori persi, ormai apparentemente sopiti, sicuramente poco visibili per timore,
paura, scarso interesse..

Io ho detto questo perchè è il mio punti di vista..